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    Contents
  1. Giovani e adolescenti
  2. Sociologia della devianza minorile
  3. Sociologia della devianza minorile - Programma - Auxilium Roma
  4. Il disagio giovanile: tema svolto

ADULTI; ANZIANI; Download; Volontariato e tirocinio; Le vostre domande; Accesso utenti Si chiama disagio giovanile in quanto le sue manifestazioni più eclatanti a favore dei poveri, degli emarginati e degli handicappati, dall'altro, .. Con lui si affrontano tutti o quasi i temi che fanno o molto soffrire o. Tema svolto sul disagio giovanile di oggi: definizione e cause. tema di Italiano. Elaborato con considerazioni personali sui problemi e le cause del disagio giovanile al giorno d\'oggi: tema svolto. tema di Italiano. Valuteremo il rapporto disagio giovanile, scuola e mass-media, I temi: Alcuni elementi di definizione del fenomeno,. -I comportamenti a rischio, . sociale ( affiliazione a gruppi devianti, difficoltà economiche e emarginazione (Dal sito : friv-4.info pdf). Saggio breve svolto di italiano per le scuole superiori che tratta del tema relativo al disagio giovanile.

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Cerca nel web, nel sito, nei siti amici. L'irrequieto desiderio di sensazioni forti, di rischi, di sfide oltre i limiti delle proprie potenzialità e contro il mondo rimanda ad alcune fra le più importanti categorie di definizioni di quell'età incerta che oscilla fra infanzia e maturità. In questo modulo cercheremo di chiarire i concetti di crisi, di prevenzione, di recupero delle situazioni a rischio soprattutto in ambito scolastico, nonché di precisare il rapporto che i giovani hanno con il rischio.

Valuteremo il rapporto disagio giovanile, scuola e mass-media, ci chiederemo se è possibile delineare un confine fra rischi accettabili, necessari per crescere e rischi che possono minacciare l' identità fisica, psicologica e sociale. Infine cercheremo di individuare i fattori di rischio per una diagnosi corretta del problema. Si porteranno poi esempi operativi e riflessioni su esperienze di promozione del benessere nella scuola, nonché di prevenzione e recupero relativi al lavoro con i gruppi.

A volte sono gli apparenti automatismi della salute che ci fanno considerare superfluo ogni sforzo per proteggerla e, tanto meno, promuoverla, ossia farla muovere verso un equilibrio ulteriore, qualitativamente più ricco e comprensivo.

Questa sfuocatura o dissonanza cognitiva è particolarmente acuta nelle età giovanili in cui il senso di invulnerabilità o, all'opposto, la sensazione di immersione totalizzante in una situazione di disagio priva di sbocchi fanno percepire come fastidiose o inutili le avvertenze provenienti dal mondo adulto rispetto all'ultima pandemia rischio di massa che minaccerebbe le nuove generazioni.

Per una panoramica bibliografica sul tema cfr: R.

Blue Whale è il nome di un pericoloso gioco della morte che circola in rete. Il problema esiste in età adolescenziale per varie problematiche.

Il ruolo di internet appare sopravalutato, ma non è nemmeno da sottovalutare soprattutto da parte dei genitori. Paolo Gambini, Elena Margiotta, Rischio di parentificazione negli adolescenti figli di genitori separati. Risultati di una ricerca empirica , in Orientamenti pedagogici, n. I risultati della ricerca, realizzata su studenti tra i 14 e i 18 anni, confermano che gli adolescenti figli di genitori separati o divorziati hanno livelli più alti di parentificazione, sono meno disponibili a sovrapporre il proprio sé a quello della madre o del padre e, soprattutto le ragazze, manifestano più facilmente problematiche internalizzanti.

A cura di Maria Assunta Zanetti , Bambini e ragazzi ad alto potenziale. Una guida per educatori e famiglie , Carocci Faber, Roma, Il volume propone una chiave di lettura per comprendere i bisogni educativi ed emotivi dei bambini e ragazzi ad alto potenziale intellettivo, e fornisce i mezzi per affrontare in modo corretto le situazioni scolastiche, familiari e relazionali che si possono creare in questi casi. Il tema è trattato partendo da un inquadramento teorico, passando poi alla valutazione e ai criteri di individuazione e proponendo infine modalità di gestione, sia nel contesto familiare che scolastico.

Il testo, quindi, offre una prima risposta, sia pur non esaustiva, a tutti i bambini, genitori e insegnanti che si trovano a vivere, o gestire, tale condizione. Alberto Pellai, Perchè i nostri ragazzi giocano con la morte? Lucia Beltramini, Questo piccolo grande amore. Il fenomeno della violenza di genere nelle giovani coppie , in Lavoro sociale , n. Fondamentale risulta essere il ruolo della prevenzione, anche in considerazione della grande difficoltà degli adolescenti a chiedere un aiuto direttamente su questo tema specifico.

Maria Giulia Olivari… [et al. Philippe Jeammet, Comportamenti autodistruttivi in adolescenza , in Psicologia contemporanea , n.

I secondi sembrano a volte vivere in realtà virtuali, guardando al contenimento agito dai genitori come una minaccia. Troviamo un dossier dal titolo Adolescenti , di Stefano Laffi … [et al.

David Shaffer, Katherine Kipp, Psicologia dello sviluppo. Infanzia e adolescenza , Piccin, Padova, , pp. Il testo è suddiviso in cinque parti: 1 Introduzione alla psicologia dello sviluppo; 2 Basi biologiche dello sviluppo; 3 Sviluppo cognitivo; 4 Sviluppo sociale e della personalità; 5 Il contesto dello sviluppo. Laurence Steinberg, Adolescenti. Elisa Casini, Somatizzazione e adolescenza. Quando le emozioni sono sequestrate nel corpo , Franco Angeli, Milano, , pp.

È questo il caso della somatizzazione, il meccanismo con cui il disagio psichico si manifesta prevalentemente sotto forma di sintomi somatici che spingono alla ricerca di consultazioni e cure mediche, spesso numerose e inefficaci. Il libro ha lo scopo di chiarire le ambiguità e le controversie che caratterizzano il costrutto di somatizzazione per proporre un modello utile alla comprensione della patologia adolescente. La descrizione di esperienze cliniche e di un progetto di prevenzione rivolto ai giovani che giungono in Pronto Soccorso mostra come sia possibile aiutare i molti adolescenti che somatizzano la loro sofferenza a mettere in parola le emozioni sequestrate nel corpo.

Elisa Casini è psicologa e psicoterapeuta.

Laura Romano, Sereno variabile. Ascoltare gli adolescenti e capire quando preoccuparsi , Monti, Saronno, , pp. Laura Romano, pedagogista, da anni collabora, in qualità di consulente e formatrice, con strutture e servizi per minori e con scuole di diverso ordine e grado.

Sabrina Magnani, La voce degli adolescenti , in Rocca , a. Davide Fant, Manifesto per una pedagogia hip-hop. Nove indicazioni dalle culture giovanili per arricchire il lavoro degli educatori , in Animazione Sociale, n. Soprattutto arriva una contronarrativa dei mondi giovanili, che smonta le visioni pessimistiche di chi nei giovani vede solo inconcludenza, insignificanza e nichilismo.

Sintonizzare il mondo degli adulti con quello dei giovani porta a connessioni liberanti capaci di reinventare insieme un presente costruttivo. A cura di Stefano De Martin , Lessico generazionale.

Adulti che si occupano di giovani , Piaggie, Firenze, , pp. Cira Stefanelli … [et al.

Giovani e adolescenti

Generazioni in ricerca , in Animazione Sociale , a. Franca Bonato, Emozioni sulla scena. Educazione emotiva e teatro , Erickson, Trento, , pp. Egli osserva che gli attuali mezzi di informazione costruiscono un villaggio globale più virtuale che reale, dove i giovani rischiano di smarrirsi, se non si riescono a proporre rapporti di comunità anche di piccoli gruppi liberi da ingerenze autoritarie tipiche del passato.

Massimiliano Anzivino, Lauro Menozzi, Al lavoro con giovani senza lavoro. Territori che si sperimentano nel contrastare insieme la disoccupazione giovanile , in Animazione Sociale , a.

A cura di Paola Schiavi, Adulti e adolescenti: dove incontrarsi? A dimostrarlo è il disinteresse in classe, la disaffezione verso le proposte degli adulti, la crisi che oggi vivono gli spazi oratoriali, lo scoutismo, i centri di aggregazione, etc.

Idee in viaggio, modelli, prassi , Erickson, Trento, , pp. Il percorso delineato nel volume segue sostanzialmente due filoni. Sono stati coinvolti nel progetto allievi di scuola primaria e secondaria di primo grado, adolescenti e giovani di una parrocchia, di un centro giovanile e di gruppi informali, disabili di un centro diurno e anziani ospiti di una Casa protetta. Andrea Zampetti, La strada educativa, Un approccio sistemico al lavoro educativo di strada , Las, Roma, , pp.

Fulvio Poletti, La peer education in una prospettiva pedagogica , in Orientamenti pedagogici , n. Questo articolo si propone di collocare questa metodologia in un orizzonte di senso storico-pedagogico, rintracciando nella storia della pedagogia e del pensiero educativo quegli autori e quegli spunti educativi che possono fungere da sostegno teorico e metodologico alla peer education. A cura di Tito Baldini … [et al. Occorre fare gruppo tra i ragazzi perchè possano accedere a forme di funzionamento mentali più evolute, caratterizzate dal pensiero e dalla condivisione con altri pari.

Occorre fare gruppo tra operatori della comunità perchè condividano una visione e un metodo, per poter costruire le condizioni affinchè i ragazzi, da ospiti della comunità, diventino cittadini del territorio. Occorre fare gruppo tra colleghi dei diversi servizi per coordinare decisioni e responsabilità. Teorie e strumenti , Franco Angeli, Milano, , pp. Il manuale è rivolto a tutti i professionisti che a vario titolo lavorano con gli adolescenti devianti tra cui psicologi, criminologi, psichiatri, assistenti sociali, avvocati.

Maria Claudia Biscione, psicologa-psicoterapeuta, sessuologa, psicologa giuridica, è stata giudice onorario presso il Tribunale per i Minorenni di Roma. La proposta di un web-magazine fatto da giovani per i giovani, nasce a partire da una richiesta di alcuni ragazzi di Casorate Sempione di trovare e sperimentare nuovi modi e stili di comunicazione.

Alberto Pellai , La Peer education. Formazione , in Psicologia contemporanea, n. Dopo una prima parte dedicata alla presentazione del metodo, la seconda parte offre una rassegna di suoi diversi ambiti di applicazione. Identità e metodo, PassionEducativa, Benevento, , pp. Sergio Bellantonio, Sport e adolescenza. A partire da alcune premesse di inquadramento storico del fenomeno sportivo, di ambito filosofico, socio-antropologico e pedagogico, volte a definire i concetti di corpo e di sport secondo visioni attuali in cui si riflettono le caratteristiche tipiche della società postmoderna, vengono approfondite alcune tematiche che interessano il costrutto psicologico del coping e viene proposta una riflessione sulle condizioni di educabilità che possono concorrere alla formazione dei soggetti in età evolutiva.

Gianmaria Ottolini è consulente Rete peer education di Verbania. Nicola Basile, Giuseppe Imbrogno, Giovani attivi nelle piattaforme sociali abilitanti. In questa prospettiva sono oggi importanti quei percorsi in cui i giovani si abilitano a partecipare alla vita comunitaria in una logica di bene comune. Alessandro Pirani, Districarsi nel dar corpo a un progetto giovani. Leopoldo Grosso, Politiche serie e qualche grammo di buonsenso , in Huffington Post, pp.

A cura di Carlotta Bellomi … [et al. Paolo Roberto Graziano … [et al. Graziano, P. Tassinari, K. Hadjivassiliou, S. Can the Dutch meet their needs? Bekker, S. Giuseppe Travaglini … [et al. Da sempre il corpo, frontiera e intersezione tra natura e cultura, segnala e custodisce il senso del limite creaturale ed è dono da accogliere con gioia e gratitudine.

Gli sviluppi della ricerca e delle tecnologie biomediche generano una diversa concezione del corpo. Le prospettive di integrazione sempre più spinta tra corpo e macchina, tra circuiti neuronali ed elettronici, che trovano nel cyborg la loro icona, favoriscono un approccio tecnocratico alla corporeità, anche dal punto di vista del controllo dei dinamismi biologici. Si segnala in proposito che le donatrici di ovuli e le madri surrogate sono preferibilmente giovani.

Al di là delle valutazioni squisitamente etiche, queste novità non possono non impattare sulla concezione del corpo e della sua indisponibilità. Alcuni segnalano una fatica delle giovani generazioni a riconciliarsi con la dimensione della propria creaturalità. In alcuni contesti va segnalato anche il diffondersi del fascino per esperienze estreme, fino al rischio della vita, come occasione di riconoscimento sociale o di sperimentazione di forti emozioni.

Gli studi sociologici mostrano che molti giovani cattolici non seguono le indicazioni della morale sessuale della Chiesa. Quelli che invece non li condividono, esprimono comunque il desiderio di continuare a far parte della Chiesa e domandano una maggiore chiarezza a riguardo. Con intensità in parte diversa, molti Paesi del mondo sono alle prese con il fenomeno delle fake news , ossia della diffusione incontrollabile di notizie false attraverso i mezzi di comunicazione digitali e non solo e della crescente difficoltà a distinguerle da quelle vere.

I giovani sono particolarmente esposti a questo clima, date le loro abitudini comunicative, e hanno bisogno di essere accompagnati per non rimanere disorientati. Anche gruppi, istituzioni e associazioni ecclesiali corrono il rischio di trasformarsi in circuiti chiusi cfr. GE Gli effetti antropologici del mondo digitale.

Dalle risposte delle CE, si evince che non molte sembrano pienamente consapevoli della metamorfosi in atto. Un uso superficiale dei media digitali espone al rischio di isolamento, anche estremo — è il fenomeno noto con il termine giapponese hikikomori e che interessa un numero crescente di giovani in molti Paesi, in particolare asiatici — e di rifugio in una felicità illusoria e inconsistente che genera forme di dipendenza. È necessario offrire formazione ai giovani su come vivere la propria vita digitale.

Le relazioni on-line possono diventare disumane. Problemi come la pornografia distorcono la percezione della sessualità umana da parte dei giovani. La tecnologia usata in questo modo crea una ingannevole realtà parallela che ignora la dignità umana. Altri rischi includono: perdita di identità collegata a una rappresentazione errata della persona, costruzione virtuale della personalità e perdita del radicamento sociale.

La delusione istituzionale e le nuove forme di partecipazione. Un altro tratto che attraversa molte società contemporanee è la debolezza delle istituzioni e la diminuzione della fiducia nei loro confronti, Chiesa compresa. La mancanza di una leadership affidabile, a diversi livelli e in ambito tanto civile quanto ecclesiale, è molto denunciata dai giovani. Una fragilità particolarmente evidente è generata dal diffondersi della corruzione.

Le istituzioni dovrebbero avere a cuore il bene comune e, quando alcuni riescono a piegarle ai propri interessi particolari, subiscono una drammatica erosione di credibilità. Per questo la corruzione è una piaga che intacca nei fondamenti molte società. La sfida della giustizia sociale passa necessariamente attraverso la costruzione di istituzioni giuste, che si pongano al servizio della dignità umana in senso integrale.

Parecchie CE fanno notare che, in un contesto di insicurezza e di paura del futuro, i giovani si legano non più alle istituzioni in quanto tali, ma alle persone che, al loro interno, comunicano valori con la testimonianza della loro vita. A livello sia personale sia istituzionale coerenza e autenticità risultano fattori fondamentali di credibilità. La paralisi decisionale nella sovrabbondanza delle proposte. In un mondo dove le opportunità e le proposte aumentano esponenzialmente diviene spontaneo reagire con scelte sempre reversibili, anche se questo comporta una continua mortificazione del desiderio.

Talora si vorrebbero sicurezze esterne, che non richiedono la fatica di camminare nella fede, consegnandosi alla Parola; altre volte prevale la paura di abbandonare le proprie convinzioni per aprirsi alle sorprese di Dio. Inoltre, come testimoniano le risposte al QoL, molti giovani si domandano come sia possibile una scelta definitiva in un mondo in cui nulla sembra essere stabile, nemmeno la distinzione tra vero e falso.

Una delle sfide urgenti che caratterizza il nostro tempo è quindi quella della decisione di vita come assunzione responsabile della propria esistenza. In molti luoghi si accompagna infatti al fascino che proposte di matrice integralista o fondamentalista suscitano almeno in alcune fasce del mondo giovanile: i fenomeni dei foreign fighters e della radicalizzazione a vari livelli ne sono solo esempi.

Nel QoL molti giovani si sono espressi con grande libertà, cercando di comunicare il loro pensiero senza filtri. Sono stati molti i modi in cui le CE si sono messe in ascolto dei giovani. Anche molti di coloro che sono intervenuti nel QoL hanno espresso gratitudine e apprezzamento per questa opportunità. Molti avvertono che la loro voce non è ritenuta interessante e utile dal mondo degli adulti, in ambito sia sociale sia ecclesiale. Un numero consistente di giovani, provenienti soprattutto da aree molto secolarizzate, non chiedono nulla alla Chiesa perché non la ritengono un interlocutore significativo per la loro esistenza.

Alcuni, anzi, chiedono espressamente di essere lasciati in pace, poiché sentono la sua presenza come fastidiosa e perfino irritante. I giovani più partecipi della vita della Chiesa hanno espresso varie richieste specifiche. In varie parti del mondo poi, afflitte da molte povertà, i giovani chiedono aiuto materiale o un accompagnamento nella guarigione dalle forme di sofferenza che li affliggono.

Molti giovani chiedono alla Chiesa una concretezza operativa, che tocca vari punti: essere realmente a favore dei poveri, avere a cuore la questione ecologica, fare scelte visibili di sobrietà e trasparenza, essere autentica e chiara, e anche audace nel denunciare il male con radicalità non solo nella società civile e nel mondo, ma nella Chiesa stessa.

La parola dei seminaristi e dei giovani religiosi. Molti seminaristi, giovani religiosi e religiose in formazione si sono espressi in varie modalità sul tema del Sinodo, che è per loro motivo di grande gioia.

Le loro indicazioni e provocazioni ci orientano in tre direzioni precise. Per questo alcuni vedono la liturgia come occasione di profezia. Infine, è forte la richiesta di radicalità, anche se non sempre sostenuta da coerenza personale: al di là di alcuni contesti dove la scelta per la vita consacrata e il ministero ordinato rimandano alla ricerca di sicurezze economiche e sociali, in genere da parte dei giovani che si affacciano a queste forme di vita vi è una scelta consapevole di radicalità evangelica, che richiede accompagnamento specifico e graduale verso il dono generoso di sé per Dio e per il prossimo.

In questa II Parte siamo chiamati ad approfondire alcuni elementi e dinamiche che ci consentano di interpretare adeguatamente le situazioni esposte nella I Parte. La giovinezza è una età della vita originale ed entusiasmante, attraverso la quale Cristo stesso è passato, santificandola con la sua presenza.

Egli è venuto a salvare tutti per mezzo di se stesso; intendo dire tutti coloro che rinascono in Dio: infanti, fanciulli, ragazzi, giovani e adulti. Lc 24, Desidera ancora oggi offrire se stesso perché ognuno di loro abbia la vita in abbondanza cfr.

Gv 10, Sap 2,6. Mc 16,6. Molti rilevano la necessità che la Chiesa rinvigorisca la propria chiamata ad essere collaboratrice della gioia dei giovani in forma gratuita e disinteressata cfr.

Occorre recuperare questi dinamismi. Di fronte alla vita, soprattutto nel nostro tempo, i giovani sperimentano la contingenza e la frammentazione esistenziale. Sente il bisogno di un Dio vicino che attraverso la Sua grazia porti una speranza affidabile nella sua fragile esistenza. Ogni giovane chiede compagnia, sostegno, vicinanza, prossimità.

Tanti giovani chiedono per questo una Chiesa che sia madre e che non si dimentichi mai di loro cfr. Is 49, Il male e il peccato abitano anche la vita dei giovani e la loro richiesta di accoglienza e di perdono è un grido che dobbiamo percepire.

Lc 15, : una prima volta ad accogliere il figlio minore dopo il tempo della spensieratezza e della sregolatezza, e una seconda per pregare il figlio maggiore, il cui cuore si è irrigidito e spento, a rientrare per far festa e condividere la gioia del ritorno del fratello.

Questa parabola ha a che fare con un padre coraggioso, che permette ai propri figli di sperimentare il rischio della libertà, senza imporre dei gioghi che ne mortifichino le scelte. Insieme è un padre il cui cuore è tanto grande da non escludere nessuno e da voler reintegrare tutti nella sua casa. Una delle chiamate bibliche che riguarda direttamente un giovane è quella di Samuele cfr.

Solo la presenza prudente e saggia di Eli permette a Samuele di dare la corretta interpretazione alla parola che Dio gli sta rivolgendo. In questo senso i sogni degli anziani e le profezie dei giovani accadono solo insieme cfr.

Gl 3,1 , confermando la bontà delle alleanze intergenerazionali. Maturazione della fede e dono del discernimento. La fede è prima di tutto un dono da accogliere e la sua maturazione un cammino da percorrere. Crescendo, ogni giovane si rende conto che la vita è più grande di lui, che egli non controlla tutto della sua esistenza; prende coscienza che egli è quello che è grazie alla cura che altri, in prima battuta i suoi genitori, gli hanno riservato; si convince che per vivere bene la sua storia deve diventare responsabile di altri, riproponendo quegli atteggiamenti di cura e servizio che lo hanno fatto crescere.

E un giovane che ha ricevuto e sa far fruttificare il dono del discernimento è fonte di benedizione per altri giovani e per il popolo intero. Istruttiva, a questo proposito, è anche la vicenda della giovane regina Ester che, accompagnata e sostenuta dalla preghiera del popolo cfr. Progetto di vita e dinamica vocazionale. Nella fase della giovinezza prende corpo la costruzione della propria identità. In questo tempo, segnato da complessità, frammentazione e incertezza per il futuro, progettare la vita diventa faticoso, se non impossibile.

Nei casi più fortunati e laddove i giovani sono più disponibili, questo tipo di pastorale li aiuta a scoprire la loro vocazione, che rimane, in fondo, una parola per pochi eletti e dice il culmine di un progetto. Mt 19,; Mc 10,; Lc 10, Gv 14,6. In tal modo, attraverso un vero e proprio disorientamento, Gesù chiede al giovane una riconfigurazione della propria esistenza.

È una chiamata al rischio, a perdere il già acquisito, alla fiducia. È provocazione a rompere con la mentalità progettuale che, se esasperata, porta al narcisismo e alla chiusura in se stessi. Dalle risposte delle diverse CE, e anche da tante parole dei giovani stessi, si evince che il termine vocazione è generalmente utilizzato per indicare le vocazioni al ministero ordinato e quelle di speciale consacrazione. LG , inserendo poi in tale orizzonte interpretativo la comprensione delle singole vocazioni: quelle al ministero ordinato e alla vita consacrata come pure la vocazione laicale cfr.

LG 31 , specialmente nella forma coniugale cfr. LG 35; GS Affermando che tutte le cose sono state create per mezzo di Cristo e in vista di Lui cfr.

È stato significativo che durante la RP alcuni giovani non credenti e di altre religioni abbiano testimoniato il loro desiderio di discernere la loro vocazione nel mondo e nella storia cfr. Il discernimento vocazionale in questa direzione assume i tratti di un cammino di riconciliazione con il proprio corpo e il proprio sé, con gli altri e con il mondo.

Lc 5,4 e ad aprirsi a orizzonti che con le proprie sole forze non si potrebbero nemmeno immaginare. Gv l, , presentato nel DP , rimane paradigmatico di questa chiamata. Tra coloro che lo seguono, Gesù ne sceglie alcuni per uno speciale ministero.

Mc 3,; Lc 6, , invitandoli a prendersi cura del suo gregge cfr. Talvolta tale vocazione è accompagnata dalla designazione del chiamato con un nome nuovo.

Nello stesso nome ecclesia , infatti, è indicata la fisionomia vocazionale della comunità dei discepoli, la sua identità di assemblea di convocati cfr. La vocazione della Chiesa e le vocazioni nella Chiesa.

Non è poi possibile intendere in pienezza il significato della vocazione battesimale se non si considera che essa è intrinsecamente connessa alla missionarietà della Chiesa, che ha come finalità fondamentale la comunione con Dio e tra tutte le persone.

Le diverse vocazioni ecclesiali sono, infatti, espressioni molteplici e articolate attraverso cui essa realizza la sua chiamata a essere segno reale del Vangelo accolto in una comunità fraterna.

Le diverse forme di vita cristiana, dunque, non possono essere pensate né comprese in modo autonomo, ma solo nella reciprocità che disegnano e nello scambio di doni che realizzano cfr.

CL 55; VC La recente lettera Iuvenescit Ecclesia , sulla relazione tra doni gerarchici e carismatici per la vita e la missione della Chiesa, ha offerto indicazioni preziose per elaborare una corretta teologia dei carismi, in modo da accogliere con riconoscenza e valorizzare con sapienza i doni di grazia che lo Spirito fa continuamente sorgere nella Chiesa per ringiovanirla.

Riflettere sui percorsi di preparazione al matrimonio e accompagnare le giovani coppie sembrano essere i due punti strategici su cui investire energie pastorali. La Chiesa ha da sempre riconosciuto le vocazioni al ministero ordinato come decisive in ordine alla vita cristiana e alla salvezza di tutti gli uomini. Visto il loro aumento numerico nella Chiesa e nel mondo, è importante che il Sinodo rifletta sulla questione.

Tuttavia, sono indeciso, perso e preoccupato. Spesso infatti i giovani si muovono tra approcci estremi quanto ingenui: dal considerarsi in balia di un destino già scritto e inesorabile, al sentirsi sopraffatti da un astratto ideale di eccellenza, in un quadro di competizione sregolata e violenta. Il discernimento nel linguaggio ordinario e nella tradizione cristiana. In un senso più ampio discernimento indica il processo in cui si prendono decisioni importanti; in un secondo, più proprio della tradizione cristiana, corrisponde alla dinamica spirituale attraverso cui una persona, un gruppo o una comunità cercano di riconoscere e di accogliere la volontà di Dio nel concreto della loro situazione.

La proposta del discernimento vocazionale. Una pluralità di livelli entra in gioco anche nello specifico del discernimento vocazionale. È un dono che, quando lo si scopre, riempie di gioia cfr. Mt 13, Siatene certi: Dio ha fiducia in voi, vi ama e vi chiama. La prospettiva è dunque ben più ampia e più fondamentale di quella riduttiva che, come mostrano le risposte di tante CE, conduce responsabili ecclesiali e molti fedeli a identificare il discernimento vocazionale con il percorso di scelta dello stato di vita matrimonio, sacerdozio, vita consacrata.

È uno strumento di lotta per seguire meglio il Signore. Ci serve sempre: per essere capaci di riconoscere i tempi di Dio e la Sua grazia, per non sprecare le ispirazioni del Signore, per non lasciar cadere il suo invito a crescere. Giocano un ruolo fondamentale e non vanno occultati o sopiti.

Sulla base di questo lavoro di interpretazione diventa possibile operare una scelta che non è solo frutto delle pulsioni o delle pressioni sociali, ma esercizio di libertà e responsabilità. Un autentico percorso di discernimento richiede quindi un atteggiamento di ascolto e di preghiera, la docilità verso un maestro e la disponibilità ad assumere una decisione che costa. Per il discernimento è dunque centrale il ruolo della coscienza. È lui la vera norma di ogni agire cristiano e di ogni vocazione particolare.

È quanto sperimentano oggi i giovani di molti Paesi, vuoi per la mancanza di reali opportunità di mettere a frutto le proprie competenze e talenti, vuoi per la necessità di tempi anche lunghi per cominciare a emergere nella propria carriera. Uno dei problemi del nostro tempo è che le circostanze portano spesso a rinviare questa fase, collocandola in un momento in cui la persona ha già assunto decisioni vincolanti, ad esempio dal punto di vista affettivo, o definito il proprio stile di vita e preso impegni — anche finanziari — da cui non è possibile o agevole recedere.

Anche molte CE sottolineano che i giovani chiedono la disponibilità a questo servizio da parte dei responsabili ecclesiali ed evidenziano che spesso questi hanno difficoltà ad assicurarlo. Per questo un accompagnamento autentico si sforzerà di presentare la vocazione non come un destino prefissato, un compito da svolgere, un copione già scritto, da accettare scoprendo come esserne buoni esecutori.

Dio prende sul serio la libertà che ha donato agli esseri umani e rispondere alla sua chiamata è un impegno che esige lavoro, fantasia, audacia, disponibilità a procedere anche per tentativi. Coloro che accompagnano possono essere uomini e donne, religiosi e laici, coppie; inoltre la comunità svolge un ruolo decisivo. EG Nella relazione personale di accompagnamento è importante essere consapevoli delle differenze tra un approccio maschile e uno femminile, sia per quanto riguarda gli accompagnatori, sia nei confronti di coloro che sono accompagnati.

In questo va salvaguardata e approfondita la ricchezza della tradizione che parla di paternità e maternità spirituali. Accompagnamento e sacramento della riconciliazione.

Sociologia della devianza minorile

La prassi che lo colloca tra i ruoli del presbitero rischia di restringerlo a un dialogo che spesso si sovrappone alla celebrazione del sacramento della penitenza. Pur nella vicinanza, ministro della riconciliazione e accompagnatore spirituale hanno finalità, modalità e linguaggi differenti. Va infine riconosciuto che nel rapporto tra accompagnamento e sacramento le molteplici tradizioni spirituali hanno maturato sensibilità differenti.

Accompagnamento familiare, formativo e sociale. I contesti in cui si svolge la vita ordinaria offrono numerose opportunità per una vicinanza che si fa accompagnamento al percorso di crescita, in senso specificamente spirituale o più ampiamente umano.

Varie CE segnalano il ruolo indispensabile che la famiglia svolge nel discernimento vocazionale, soprattutto quando i genitori rappresentano un modello di fede e di dedizione che è fonte di ispirazione: i genitori sono sempre i primi testimoni, e lo sono ancora di più nei contesti segnati dalla scarsità di ministri ordinati. Talvolta il fallimento familiare porta i giovani a disilludersi sulla possibilità di progettare il futuro in termini di speranze a lungo termine.

Vi sono infine molti altri contesti, ruoli e professioni in cui gli adulti che entrano in contatto con i giovani, magari a partire da problemi specifici, possono esercitare un ruolo di accompagnamento che favorisce la loro maturazione umana o la soluzione di nodi problematici: possiamo pensare al ruolo degli allenatori in ambito sportivo, a chi ha compiti educativi o comunque opera in alcuni tipi di istituzioni carceri, comunità di accoglienza di vario genere, consultori e ambulatori o svolge determinate professioni medici, psicologi, insegnanti, ecc.

Pur nello specifico delle loro funzioni, anche professionali, bisogna riconoscere che queste forme di accompagnamento possono avere pure una valenza spirituale e svolgere un ruolo in un processo di discernimento vocazionale. Accompagnamento nella lettura dei segni dei tempi.

Sociologia della devianza minorile - Programma - Auxilium Roma

Nelle comunità cristiane sembrano mancare spazi per discutere questi problemi. In molte parti del mondo, poi, i giovani si trovano in mezzo alla violenza, come attori o come vittime, e facilmente sono preda della manipolazione da parte degli adulti.

Responsabili religiosi e politici senza scrupoli sanno sfruttare le aspirazioni idealistiche dei giovani per il proprio tornaconto. In altri contesti la persecuzione religiosa, il fanatismo religioso e la violenza politica stanno sradicando dal cuore dei giovani la speranza di un futuro pacifico e prospero. Anche queste sono frontiere su cui deve misurarsi la capacità profetica di accompagnamento della Chiesa.

Accompagnamento nella vita quotidiana e della comunità ecclesiale. Vi è infine un accompagnamento quotidiano, spesso silenzioso ma non per questo di secondaria importanza, offerto da tutti coloro che con la loro testimonianza interpretano la vita in maniera pienamente umana.

Chi accompagna è chiamato a rispettare il mistero che ogni persona racchiude e ad avere fiducia che il Signore sta già operando in lei. Dovrebbero rispettare la libertà che fa parte del processo di discernimento di un giovane, fornendo gli strumenti per compierlo al meglio.

Al tempo stesso questo accompagnamento risulterà un servizio alla maturazione umana e cristiana di quanti sono in formazione e un vero investimento formativo, che punterà a rendere disponibili donne e uomini in possesso delle qualità per poter a loro volta accompagnare altri a scoprire la propria vocazione e a seguirla. In questa dinamica di discernimento la Chiesa stessa, mentre si impegna ad accompagnare tutti i giovani, potrà riappropriarsi di un rinnovato e gioioso slancio apostolico, attraverso un cammino di conversione pastorale e missionaria.

Il discernimento come stile di una Chiesa in uscita. Del resto, non possiamo pensare che la nostra offerta di accompagnamento al discernimento vocazionale risulti credibile per i giovani a cui è diretta se non mostreremo di saper praticare il discernimento nella vita ordinaria della Chiesa, facendone uno stile comunitario prima che uno strumento operativo. Proprio come i giovani, molte CE hanno espresso la difficoltà di orientarsi in un mondo complesso di cui non hanno la mappa. In questa situazione, questo stesso Sinodo è un esercizio di crescita in quella capacità di discernimento evocata nel suo tema.

Popolo di Dio in un mondo frammentato. Ha per legge il nuovo precetto di amare come lo stesso Cristo ci ha amati cfr. Gv 13, Questa prospettiva, che determina uno stile pastorale e anche un modo di organizzarsi e di essere istituzionale, è in grande consonanza con la richiesta di autenticità che i giovani rivolgono alla Chiesa.

Costoro si aspettano di essere accompagnati non da un giudice inflessibile, né da un genitore timoroso e iperprotettivo che genera dipendenza, ma da qualcuno che non ha timore della propria debolezza e sa far risplendere il tesoro che, come vaso di creta, custodisce al proprio interno cfr. Altrimenti, finiranno per rivolgersi altrove, specie in un tempo in cui le alternative non mancano cfr.

È di fronte alle circostanze della vita quotidiana che i giovani desiderano essere accompagnati, formati, resi protagonisti. Allo stesso tempo le relazioni sociali e interpersonali e le dinamiche della vita quotidiana amicizia, affettività, rapporto con il tempo e il denaro, ecc.

Una prospettiva integrale richiede di assumere i nessi che collegano ambiti e contesti in cui si svolge la vita dei giovani, esigenze di conversione delle prassi pastorali e bisogni formativi degli accompagnatori. Accompagnando questi percorsi la Chiesa scoprirà nuove frontiere e nuove risorse per compiere la propria missione.

Il disagio giovanile: tema svolto

In particolare è richiesta attenzione per i numerosi giovani che abbandonano la scuola o non hanno possibilità di accedervi. In molte scuole e università, anche cattoliche, istruzione e formazione sono finalizzate in chiave eccessivamente utilitaristica, enfatizzando la spendibilità delle nozioni acquisite nel mondo del lavoro più che la crescita delle persone. Insegnanti, professori, tutor e tutte le figure coinvolte nei percorsi educativi, in particolare coloro che operano in zone abbandonate e disagiate, svolgono un servizio prezioso, di cui la Chiesa è grata.

La specifi cità e la ricchezza delle scuole e università cattoliche. Non poche CE di tutto il mondo esprimono apprezzamento per scuole e università cattoliche. Economia, lavoro e cura della casa comune Alla ricerca di nuovi modelli di sviluppo. Questo richiede anche alla Chiesa e alle sue istituzioni di assumere la prospettiva della sostenibilità e di promuovere stili di vita conseguenti, oltre che combattere i riduzionismi oggi dominanti paradigma tecnocratico, idolatria del profitto, ecc.

Per generare un dinamismo di cambiamento duraturo questa deve coinvolgere non solo le scelte individuali, ma anche quelle comunitarie e sociali, includendo forme di pressione sui leader politici. Promuovere la sostenibilità richiede di invitare i giovani ad applicarvi le loro risorse intellettuali, nelle varie discipline oggetto dei loro studi, e a orientare in tale direzione le successive scelte professionali.

Le comunità cristiane sono invitate a interrogarsi maggiormente su questi aspetti nel loro impegno educativo e di accompagnamento dei giovani. Collaborare alla creazione di occupazione per tutti.

La promozione di un modello economico nuovo richiede di favorire lo sviluppo di quelle alternative che spontaneamente nascono nelle periferie e tra i gruppi che patiscono le conseguenze della cultura dello scarto, ma che conservano valori e pratiche di solidarietà che altrove sono andati smarriti.

Sostenere queste esperienze, permettendo la creazione di opportunità di lavoro in particolare per i giovani, specie in quei contesti dove è più elevata la disoccupazione giovanile, richiede innanzi tutto di cercare risorse. Nella trama delle culture giovanili Formare alla cittadinanza attiva e alla politica. Alcune CE segnalano la sensibilità dei giovani verso i temi di etica sociale libertà, giustizia, pace, ecologia, economia, politica , che richiede di essere accompagnata, sostenuta e incoraggiata.

Inoltre, i giovani sono generalmente molto sensibili alla lotta contro la corruzione e alla questione delle discriminazioni. Società sempre più multiculturali, segnate da fenomeni migratori o dalla presenza di minoranze etniche, culturali o religiose richiedono la predisposizione di percorsi che aiutino a combattere i pregiudizi e a superare le diverse forme di discriminazione razziale o di casta. Il primo è quello dei giovani inseriti nelle forze armate e di polizia, che vanno aiutati ad appropriarsi di alcuni valori e a integrare la dimensione di servizio alla popolazione implicita nella loro funzione, che alcune circostanze mettono in particolare evidenza missioni di pace, disastri naturali, ecc.

Un secondo ambito è quello dei giovani che compiono esperienze di servizio a tempo pieno, che nel mondo assumono denominazioni diverse servizio civile, gap year , anno di volontariato sociale, ecc.

RP Imparare ad abitare il mondo digitale. Inoltre la Chiesa dovrebbe considerare la tecnologia - in particolare Internet - come un terreno fertile per la Nuova Evangelizzazione.

Molte CE riconoscono le potenzialità di Internet come strumento di contatto pastorale e anche di orientamento vocazionale, in particolare dove per varie ragioni la Chiesa fatica a raggiungere i giovani con altri mezzi.

Si apre uno spazio per una produzione musicale che aiuti lo sviluppo della spiritualità. Alcuni giovani sono attratti dalla qualità della musica delle diverse tradizioni cristiane come il canto gregoriano, quello del monachesimo ortodosso o il gospel. Successo e insuccesso scatenano dinamiche emotive che possono diventare palestre di discernimento. Occorrono quindi società sportive — e questo vale in particolare per quelle che fanno riferimento alla Chiesa — che scelgano di essere autentiche comunità educanti a tutto tondo, e non solo centri che erogano servizi.

Per questo è fondamentale sostenere la consapevolezza del ruolo educativo di allenatori, tecnici e dirigenti, curando la loro formazione continua. Al di là della sfera strettamente agonistica, sarebbe opportuno pensare a nuove configurazioni dei luoghi educativi che contribuiscano a rinsaldare il riconoscimento reciproco, il tessuto sociale e i legami comunitari, soprattutto in ambito interculturale.

In particolare esse sono utili quando riguardano questioni su cui la parola degli adulti risulterebbe più lontana, meno credibile sessualità, prevenzione delle dipendenze, ecc. Malattie e deficit psichici, sensoriali e fisici possono talvolta spegnere la speranza e trasformare affettività e sessualità in una fonte di sofferenza. Ad esempio in alcuni contesti, soprattutto africani, sono attivi cammini innovativi di integrazione nella pastorale giovanile dei giovani portatori di HIV o affetti da AIDS.

Hanno bisogno di essere accompagnati a riconoscere i propri errori e a discernere come indirizzare diversamente i propri passi, oltre che di sostegno per affrontare il reinserimento in un contesto sociale che spesso tende a stigmatizzarli e ghettizzarli.

Di grande importanza è la formazione degli operatori e dei volontari impegnati in queste strutture, anche dal punto di vista spirituale. La dimensione spirituale e quella religiosa possono rivestire un ruolo di grande importanza e la Chiesa è grata verso quanti operano per renderla presente in questi contesti cappellani carcerari, volontari, ecc.

In situazioni di guerra e di violenza. Nel mondo sono molto numerosi i giovani che vivono in situazioni di guerra o di conflitti armati di diversa intensità. Alcuni vengono arruolati a forza o con la manipolazione in gruppi paramilitari o in bande armate, mentre alcune giovani donne vengono rapite e abusate.

Coloro che sopravvivono soffrono varie conseguenze psicologiche e sociali. In generale, diventare adulti in contesti di grande violenza rappresenta un ostacolo alla maturazione personale, che richiede uno sforzo educativo e un accompagnamento specifico, specie per la ricostruzione delle capacità relazionali e il superamento dei traumi subiti. Si tratta di elementi di cui tenere conto anche nei cammini di discernimento vocazionale, perché la chiamata alla gioia è diretta anche a questi giovani.

Altrettanto importanti sono i percorsi di riconciliazione a livello locale o nazionale, perché offrono un contesto in cui le vite dei giovani che hanno vissuto violenze anche brutali possono ritrovare e offrire energie preziose per superare divisioni, rancori, vendette. Il continuo aumento del numero di migranti e rifugiati, e in modo particolare la condizione delle vittime di tratta e sfruttamento, richiedono di attivare percorsi a tutela giuridica della loro dignità e capacità di azione e al tempo stesso di promuovere cammini di integrazione nella società in cui arrivano.

Per questo sono di grande importanza le iniziative di molti organismi ecclesiali, e il coinvolgimento di tutta la comunità cristiana. Con grande delicatezza e attenzione andranno accompagnati anche i percorsi delle coppie miste dal punto di vista culturale e anche religioso, e coloro che provenendo da percorsi migratori si sentono chiamati al sacerdozio ministeriale o alla vita religiosa.

In questo campo la maternità della Chiesa e la sua capacità di ascolto e accompagnamento sono decisive. In ogni caso la morte, in particolare quella dei giovani, diventa fonte di sommi interrogativi per tutti.

EN 22 , rendendo la loro opera un segno eloquente del Suo amore che condivide, accompagna, perdona. Al tempo stesso, ogni servizio di accompagnamento è occasione di crescita nella fede per chi lo compie e per la comunità di cui fa parte. Per questo il Signore loda la fede della donna siro-fenicia, che pur non appartenendo al popolo eletto, manifesta una fede grande cfr.

Mt 15, ; rimprovera aspramente i discepoli che vorrebbero far scendere un fuoco che consumi i samaritani che non accolgono il suo passaggio cfr.