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SFERA EBBASTA SCARICA


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    Nome: sfera ebbasta
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    Charlie: Chissà io che sbatti avevo di registrati a caso, gratis. Sfera: Perché sapevamo che non eravamo all'altezza: le basi ancora non era al top e nemmeno le strofe. È stata una roba inconscia, ma te l'ho detto, ci guida il destino.

    Adesso questa è la vostra occupazione a tempo pieno? Sfera: La concentrazione massima è sulle cose che facciamo insieme.

    Continua sotto. L'immaginario che avete costruito secondo voi è comprensibile in Italia?

    Sfera: Secondo me se siamo qua a parlare è perché è comprensibile. Mi accorgo che ci sono tanti ragazzini che emulano il mio modo di muovermi, i gesti che facciamo e i temi che affrontiamo nelle canzoni, noto che in tanti ci stanno venendo dietro.

    Charlie: Non è più solo musica, chi ci segue entra proprio in un modo di vivere le cose. Sfera: Non posso ancora dire di aver creato un lifestyle, ma nel nostro piccolo giorno dopo giorno stiamo costruendo qualcosa in grado di influenzare le persone.

    Tipo la storia della codeina? Sono preso bene.

    Che vuole tatuarsi il logo di Billionheadz sulla gamba, quindi ho pensato di farmelo anch'io e di scrivere su Facebook che per entrare in Billionheadz basta avere il tatuaggio. Tirare in mezzo i fan nella gang è una cosa che spacca. Charlie Charles, per strada Questo atteggiamente che tende a esagerare è una parte del gioco, secondo me ci sta. Sfera: Ci sono persone razionali che capiscono che esagero per un motivo e altre che pensano soltanto "ma che cazzo sta facendo?

    E tu ti accorgi di quando succede? In base a quello puoi smussare alcuni angoli delle storie che racconti. Sei molto legato al tuo quartiere? Alla fine mi sta tornando tutto.

    E quando l'hanno sentita erano super gasati. Ora siamo passati dal gasare solo loro al gasare tutti. Charlie: Tra l'altro lui è una persona che più la lasci in disparte e meglio vive, per cui queste attenzioni lo mandano un po' in crisi.

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    Qualche tempo fa è uscito un bel pezzo su Domino che secondo me ci ha un po' preso su quelo che fate, sul vostro tentativo di tradurre un genere e sul concetto di emergere che vi siete stampati addosso.

    Sfera: Quando le cose succedono in modo naturale funzionano, ed è questo che è mancato fino ad ora a tutti i tentativi che sono stati fatti. Poi ovviamente quando le cose iniziano a girare bene si comincia a ponderare un po' di più i pezzi prima di buttarli fuori. Abbiamo un sound simile a quello degli americani semplicemente perché è quella la musica che abbiamo sempre ascoltato, c'è un nostro pezzo che si chiama "Trap King" e l'abbiamo messo insieme quattro anni fa quando già parlavamo solo di questo.

    C'è chi mi ha dato del coglione perché ho chiuso tutte le rime con per davvero e chi invece mi ha scritto che sono un genio. Penso sia anche una questione di volumi, i vostri si incastrano bene tra base e voce che secondo me è davvero difficile non ti prenda bene quando lo ascolti. Non funziona che da un giorno all'altro passi dalla base old school a queste produzioni, perché non sei credibile. Diciamo che in un rapporto di forza un nostro pezzo si divide a 50 e 50 tra voce e base, non si tratta di un rapper che butta parole su una base e stop, il pezzo è fatto.

    Nella nostra musica c'è spazio per tutto, note sporche, suoni a caso ed effetti. Un po' di tempo fa mentre parlavamo con Marracash è venuto fuori che secondo lui i quartieri stanno un po' scomparendo a Milano Diciamo che la nostra è un'evoluzione del concetto di quartiere.

    Nei confronti di chi è il vostro astio? Cos'è che vi deve una rivincita? Sfera: Non è astio, è soltanto che da ragazzino i miei esempi di vita erano tutte persone che facevano i soldi rubando o smazzando, in mille modi diversi.

    Quando hai dodici anni, giri in bicicletta e vedi qualcuno che ha sei anni più di te e gira su una BMW inizi a pensare, e a quel punto hai due scelte. Io potevo mettermi a smazzare e tirare su due soldi per comprarmi il BMW, invece ho deciso di fare il rapper. Alcuni a volte mi dicono che osanno uno stile di vita criminale, ma io racconto soltanto quello che vedo intorno a me. Su 30 dei miei amici almeno 20 dei 25 che non lavorano si sono inventati un altro modo di fare.

    Io racconto quello che sto vivendo e vedendo, infatti quando mi sono trasferito altrove ho smesso di parlarne, perché mi trovavo in una situazione e in un ambiente completamente diverso: non sentivo più mie le storie dei palazzi o delle persone che rubano per comprarsi una busta la sera. Quando invece ti trovi coinvolto e ti ci trovi in mezzo è molto più facile raccontare una storia.

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    Le cose che racconti e l'immaginario che costruisci restano comunque comprensibili a persone che non sono mai entrate in contatto con la tua realtà, penso che tutti possano identificarsi nel concetto di emergere.

    Sfera: È vero che non siamo in America, ma l'Italia non è nemmeno il Paese delle Meraviglie, basta accendere la tivù e ascoltare un telegiornale per sentire ogni giorni una storia di violenza o criminilità, questa non è la Svizzera quindi non capisco perché la gente dovrebbe stupirsi se parlo di grammi a Cinisello Balsamo.

    Diciamo che la nostra è un'evoluzione del concetto di quartiere. Nei confronti di chi è il vostro astio? Cos'è che vi deve una rivincita?

    Sfera: Non è astio, è soltanto che da ragazzino i miei esempi di vita erano tutte persone che facevano i soldi rubando o smazzando, in mille modi diversi. Quando hai dodici anni, giri in bicicletta e vedi qualcuno che ha sei anni più di te e gira su una BMW inizi a pensare, e a quel punto hai due scelte.

    Sfera Ebbasta - brani, mp3, streaming, ascolti

    Io potevo mettermi a smazzare e tirare su due soldi per comprarmi il BMW, invece ho deciso di fare il rapper. Alcuni a volte mi dicono che osanno uno stile di vita criminale, ma io racconto soltanto quello che vedo intorno a me.

    Su 30 dei miei amici almeno 20 dei 25 che non lavorano si sono inventati un altro modo di fare. Io racconto quello che sto vivendo e vedendo, infatti quando mi sono trasferito altrove ho smesso di parlarne, perché mi trovavo in una situazione e in un ambiente completamente diverso: non sentivo più mie le storie dei palazzi o delle persone che rubano per comprarsi una busta la sera. Quando invece ti trovi coinvolto e ti ci trovi in mezzo è molto più facile raccontare una storia.

    Le cose che racconti e l'immaginario che costruisci restano comunque comprensibili a persone che non sono mai entrate in contatto con la tua realtà, penso che tutti possano identificarsi nel concetto di emergere.

    Sfera: È vero che non siamo in America, ma l'Italia non è nemmeno il Paese delle Meraviglie, basta accendere la tivù e ascoltare un telegiornale per sentire ogni giorni una storia di violenza o criminilità, questa non è la Svizzera quindi non capisco perché la gente dovrebbe stupirsi se parlo di grammi a Cinisello Balsamo. Mentre tu parli di queste cose, che io non fatico a credere vere, anche perché non parli di sparatorie in mezzo alle strade, ma di piazze di spaccio e criminalità diffusa, a pochi chilometri di tangenziale c'è un polo fieristico internazionale che dovrebbe dare una pennellata di vernice buona alla nostra credibilità.

    C'è una spaccatura nettissima. Sfera: A Milano la vita cambia tantissimo da un quartiere all'altro, ci sono delle differenze di disponibilità e possibilità allucinanti tra le diverse zone della città.

    Nella tua musica c'è il tentativo di fottere questi confini? Sfera: Io non sono né un criminale né un delinquente. Passo da situazioni in cui faccio una serata con una ragazza ricca in Svizzera, a girare la notte con gli elementi peggiori, quindi se fossi uno fissato soltanto col quartiere, soltanto con la piazza, probabilmente non avrei più la testa per fare musica.

    Cosa intendi? Sfera: Questa cosa di volersi elevare dal quartiere è intrinseca, ma la vita che si fa a Cinisello è la stessa che si fa in ogni periferia, non è che siamo nelle favelas: se ti fai i cazzi tuoi sei tranquillo e nessuno verrà mai a chiederti niente. Nel disco ho cercato di far capire che ho sempre tenuto una distanza tra me e le cose che osservavo, perché non sono uno spacciatore, io sono un rapper.

    Un conto è raccontare la strada, mentre un conto è viverla. Qual è la differenza? Il problema è che quando hai la testa da un'altra parte non riesci più a concentrarti sulla musica o sulla creatività, se sei troppo di strada, alla fine resti per strada.

    Io ho la fortuna di riuscire a pensare con la mia testa e non lasciare che il posto in cui vivo influenzi le mie decisioni, mentre dove vivo troppi decidono di prendere una scorciatoia, perché ogni giorno c'è un nuovo business o una nuova proposta per tirare su un po' di soldi. C'è gente come questo ragazzino che ogni giorno prova a fare soldi in un modo nuovo, un giorno ci riesce e un altro deve stare a discutere con gli albanesi perché ha un debito di mille euro, a quindici anni.

    Spero che nel disco venga fuori questo concetto: bella la strada e bella per le nostre situazioni, ma capite cosa volete fare nella vita, perché anche lo spacciatore è un lavoro che comporta degli stress psicologici, solo che se ti sgamano a farlo ti arrestano.

    Questo non significa che tutti lo facciano per necessità: io conosco persone che il sabato sera vanno in discoteca per tirare su mille euro e rischiano di farsi allacciare, ma se li avessero chiesti a loro padre glieli avrebbe dati comunque perché vengono da famiglie ricchissime.

    Ognuno ha le sue motivazioni per fare quello che fa, in generale e ognuno ne è più o meno consapevole. Sai io ho sempre vissuto in periferia, ma ho fatto le scuole a Milano, quindi non sono mai riuscito ad affezionarmi ad un quartiere, perché vivevo a Milano e poi tornavo a dormire in periferia, al massimo qualche posto in giro per la città. Sfera: Se ci cresci da piccolo ti affezioni all'ambiente e alle persone, ai ricordi che ti legano al posto.

    Se fossi cresciuto a Cologno proverei le stesse cose, non è che un quartiere sia meglio di un altro. Alla fine non è nemmeno obbligatorio essere legati a un posto perché la verità è che il quartiere non ti restituisce niente, è un sentimento univoco. Nella stessa Cinisello ci sono persone che mi adorano perché ho portato tutti a parlare del quartiere e altri che mi dicono: "Non ti devi permettere di parlare di Cinisello nelle tue canzoni".

    Anche se tu non hai fatto un cazzo c'è gente che ti odia, ai rapper americani sparano nei loro quartieri. Non sempre il quartiere ti ama tanto quanto tu ami lui. Secondo me è una storia interessante. Quanto ci avete messo a mettere insieme i pezzi di questo album? Charlie: Pochissimo, circa sei mesi. Tra l'altro ne sono già usciti sei, con altrettanti video.

    Non pensavamo nemmeno di fare un disco, è successo un po' tutto per caso e pensavamo di continuare a fare pezzo-video-pezzo-video per sempre. Sfera: E invece Non avete mai pensato di fare un video tipo "EARL"? Pure a lui si fa i beveroni. Sfera: Non l'abbiamo mai visto Ora l'hanno visto.