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    Contents
  1. Il Piano Infinito - PDF Free Download
  2. Autobiografia di uno yogi
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  4. Il Piano Infinito

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Oppure leggi il racconto direttamente dal sito:. La spedizione era ferma, fiaccata dalla lunga notte passata ad avanzare fra le rocce aspre del promontorio.

Ma le montagne si sarebbero librate alte nel cielo, il giorno che quel cialtrone si fosse stancato di taglieggiarlo. Il giovinetto aveva provato a mostrarsi reticente. Fallo dietro a quella roccia.

Quando l'evacuazione è compiuta, la voluttà è maggiore , ed e prodotta dal movimento di tutte le anse intestinali e dei visceri che vanno a riempire il vuoto che si è formato, alla quale si associa il cessare del- l'irritazione della mucosa del retto.

Questo piacere si prova più forte sedendosi sopra una comoda sedia.

La voluttà che si prova nell' infezione di alcuni clisteri è quasi patologica. L' emissione delle urine è talvolta accompagnata da piacere anche nelle condizioni fisiologiche, specialmente quando la vescica è molto distesa.

In questo caso al- cuni individui molto sensibili sentono la vescica ristrin- gersi e discendere nel bacino. Tutti questi diversi piaceri, dei quali ho parlato, va- riano assai nei diversi individui e sono tanto più forti quanto maggiore è la sensibilità. Vengono meglio sen- titi dalle donne e dai popoli molli ed effeminati.

Quando il corpo che ci rinfresca è l'aria, noi apalanchiamo la bocca e dila- tiamo ampiamente il torace, facendo profonde inspira- zioni. Qualche volta il piacere si dimostra semplice- mente con una flsonomia aperta e lucida. Quando in- vece il piacere proviene dall'aggiunta di calorico al nostro corpo, la mimica è molto varia secondo il modo col quale ci riscaldiamo. In generale, se il calore ar- riva al tiepido , noi ci accovacciamo sopra noi stessi , socchiudendo gli occhi e ridendo.

L'acqua calda ci rende languidi e fa ridestare idee lascive. Il calore diretto del sole, quando produco piacere, esalta al massimo grado il turgore eretistico della pelle; la faccia si fa rossa, o l'espirazione lunga e rumorosa. Il gocciolar del su- dore riesce voluttuoso e scarica la pelle dell'eccessiva tensione. Il piacere di riscaldarsi al fuoco ha una fiso- nomia particolare e diversa secondo le condizioni reci- proche di temperatura del nostro corpo e delle materie in eombustitme che ci riscaldano.

Quando noi ci avvici- niamo al fuoco col solo scopo di riscaldarci, il piacere è molto semplice e viene espresso molte volte da fre- gatine di mani e da atti che servono a presentare al calore la maggior superficie del nostro corpo. Quando invece lo stare al fuoco diventa una vera occupazione, il piacere è complicato da altri, quali sarebbero quelli di occupare il tempo senza fatica, di godere un parti- colare raccoglimento , di esercitare il tatto col pizzi- care di quando in quando i combustibili , cambiandone all'infinito la disposizione, e di godere dello spettacolo sempre vario che ci presentano le tremule fiamme, la cerulee spire del fumo e il mutar di coloro dei carboni che vanno coprendosi di molli fiocchi di cenere.

In que- sto caso la fisonomia presenta una mimica poco viva e si atteggia a un muto raccoglimento o ad una beata tranquillità. Il benessere generale che proviene Mia coscienza di un corpo sano impronta la fisonomia d'un carattere particolare, che forma una delle parti meno mutevoli della mimica abituale del nostro volto. I piaceri che si provano nel riposo o nei momenti che precedono il sonno, sono espressi da un massimo languore, da un abbandono del corpo alle leggi fisiche.

Se l'uomo è seduto, getta il tronco all' indietro, oppure piega la testa sul eolio , lasciandola cader sul petto , tiene le braccia incrociate sulle coscie o pendenti; di- stende i piedi o li accavalla. L' abbassamento delle pal- pebre è segno d'immensa stanchezza o di grande vo- luttà. L'uomo che è stanco e che si corica cerca d'e- sercitare il minor numero possibile di muscoli, e quindi si getta perfettamente orizzontale colle gambe e le brac- cia aperte , facendo una profonda espirazione.

I sospiri e le espirazioni prolungate non sono infrequenti. La mimica d'un pigro che al mattino sta godendo del pas- saggio dal sonno alla veglia e dalla veglia al sonno è pur troppo abbastanza espressiva per dimostrare che i piaceri che gode sono infiniti.

DigitizGd ùy Google - 30 - stando in questo modo ad indicare gli alterni passaggi dal inondo esterno al nulla, dove vaghe ombre vagano sole a dinotare la vita latente d'una mente sonnacchiosa. La mimica di un piacere che nasce dal movimento è affatto diversa da quella delle gioie del riposo. Il riso, i gridi , j moti estesi delle membra sono altrettante espressioni di questi piaceri che non si godono comple- tamente che dopo il riposo; come questo non si gode in tutta la sua pienezza che dopo una langa fatica.

Chi lo prova sta seduto atteggiandosi ad un calmo riposo. L'e- spressione generale è quella insomma d'una sovrana beatitudine. Il breve abbozzo che ho fatto della fisonomia dei piaceri della sensibilità generale, non vale ad indicare che con leggieri tratti i principali tipi di una mimica svariatis- sima e ch'io non posso descrivere completamente. L'esercizio di questi diversi piaceri influisce a perfezio- nare il senso tattile generale e agisce a un dipresso nello - Stesso modo dei piaceri tattili del primo ordine, dei quali ho già parlato.

Il benessere generale modifica l'intiero organismo e predispone a godere di tutti gli altri pia- ceri. La sua mancanza costituisce un vero principio di dolore, per cui le gioie godute non si sentono in tutta la loro interezza, dovendo in parte essere consumate a saturare o a compensare il dolore presente.

I piaceri del moto, essendo causa indiretta dello svi- luppo dei muscoli, attutiscono l'eccessiva sensibilità per le leggiere impressioni, e quindi assottigliano i piaceri voluttosi e l'eretismo nervoso, che è tormento e delizia del sesso gentile. Tutti i piaceri dei quali ho parlato fino ad ora sono fisiologici, perche conformi alle leggi naturali che reg- gono il sistema nervoso e perche tutti gli uomini bene organizzati li possono godere. Piaceri patologici dipendenti dalla costituzione sareb- bero quelli che provano alcuni individui nel maneggiare i corpi sucidi, quali sarebbero il fango e gli escrementi, o nel batterai la testa contro i corpi duri, o nel darai dei pugni, ecc.

I piaceri patologici che provengono invece da una condizione morbosa passeggera sono molto varii. Lo scab- bioso o l'individuo affetto da qualche malattia cutanea accompagnata da prurito, prova un piacere molto in- tenso nel graffiarsi, lacerandosi le crosto e le squamine che gli deturpano la pelle. Mi ricordo di un vecchio che mi con- fessava di provare un piacere straordinario, e ch'egli non credeva secondo ad alcuno, nel graffiarsi i contorni arrossati di una piaga senile che portava da alcuni anni in una gamba.

Chi e affetto da febbre violenta si get- terebbe in un bagno ghiacciato, mentre chi cammina fra le nevi delle Alpi si sente trascinato a cedere alla vo- luttà di coricarsi e dormire di un sonno che si confon- derebbe presto colla morte. I primi piaceri non sono patologici che in un modo relativo, perchè se tutti gli uomini li potessero gustare, non sarebbero pia ritenuti per tali.

Essi non producono alcun danno materiale, ma sono contrarli al sentimento del bello , e per lo più vanno compagni di intelligenza ottusa e di bassi istinti. La fisonomia di questi piaceri è per lo piti ributtante. In tutte Io nostro occupazioni seden- tarie le gambe mal si accontentano dei languidi passi che si fanno fra le mura di una casa o dei movimenti con cui si agitano sotto una tavola ; e dopo un certo tempo si fa sentire ii bisogno di escire all'aperto c di passeg- giare.

Allora i muscoli, pieni di una forza che si è ac- cumulata oltre misura nelle loro fibre, si muovono con vivacità, e nei loro moti noi sentiamo la soddisfazione di un bisogno. Il petto si dilata sotto l'aria pura che la bocca aspira a larghi sorsi, il polso si fa più celere o il corpo tutto gode in tutte le sue parti del moto che gli vien comunicato.

Più d'una volta il suo passo è bizzarro, sia per l'abitudine di non curare le meschinità della vita, sia perchè volendo risparmiare il tempo e fare un grando esercizio dei muscoli corro a precipizio e alza i piedi a dismisura, come io ho veduto fare da un celebro professore di chirurgia. Le risorse poi della vista e dell'intelletto rendono amonissima una passeggiata a chi pensa e sente. In generale questo di- vertimento 6 meglio gustato nei paesi freddi e tempe- rati.

Le donne e gli individui molto deboli non ne trag- DigitizGd by Google gono che languidi piaceri, o perchè la vita sedentaria è diventata per essi un vero bisogno, o perchè lo sforzo ch'essi devono fare per muoversi esige troppa fatica.

L' esuberanza della vita rendo necessario un esercizio più violento, e quindi la corsa riesce pia piacevole del semplice camminare.

L'aria che ci lambe, la scossa dei visceri, l'alternar dell'urto c della riscossa sono altrettanti piaceri che si confondono in una sola gioja. Per chi è fornito di lun- ghe gambe e sa facilmente equilibrarsi, la corsa da un luogo inclinato è piena di voluttà. L'occhio rapidamente sceglie il posto dove deve appoggiarsi il piede, e que- sto correndovi si precipita innanzi, seco portando il i corpo, il quale con una serie di movimenti, che solle- J ticano ed esercitano il moto, è scosso in tutte le sue fibre senza esercitare una grande fatica.

Il salto non arreca piacere per la sensazione tattile che quando è poco alto; negli altri casi la compiacenza di aver fatto uno sforzo o di aver dato una prova di coraggio compensano della scossa molesta che il corpo risente.

Noi salti che si fanno ad una grande altezza nell'acqua, si prova una trepida voluttà nel sentirsi sospesi nell'aria. Il saltellare sopra un cuscino elastico ci dà il piacere di una resistenza sempre vinta e sem- pre risorta.

L'esercizio salutare del nuoto ci fornisce piaceri molto complessi e che derivano quasi tutti dal tatto.

Nell'ac- qua stagnante il piacere si riduco al raffreddamento della polle, all'esercizio muscolare a al contatto di tutta - 37 - la superficie del corpo con una sostanza che tanto fa- cilmente cede ai nostri movimenti.

In un lago o nel mare agitato dalle onde si aggiunge il piacere dell'al- ternato alzarsi ed abbassarsi e del frangersi dell'acqua contro il nostro corpo , quando andiamo controvento. Nei fiumi che hanno un rapido corso la voluttà è mas- sima. La corrente ci trascina, e noi siam portati a grande distanza e senza fatica. I facili moti delle nostre brac- cia raddoppiano la celerità, e noi vediamo fuggire ra- pidamente le rive, mentre l'acqua fremendo intorno a noi produce un solletico dilicato e squisito.

Questo piacere ridotto alla massima semplicità si prova da un unico individuo, il quale balla senza accompagna- mento di musica.

Se a que- sto individuo si associa un'altra persona dello stesso sesso che lo accompagni nel ballo, il piacere cresce d'un grado per la partecipazione delle sensazioni. Se infino si fa sentire la musica, essa fa l'effetto del sole che comparendo sul!

Tutti i piaceri allora si confondono e si unifi- cano nell'armonia. È allora che l'uomo, beato di sentirsi fremere sotto le mani una creatura vivente, che ne' suoi elastici moti lo siegue nei balzi tempestosi segnati dall'armonia, si confonde e trova di godere di uno de' più bei momenti della vita. È allora che la donna in tutto l'orgasmo della squisita sua sen- sibilità, sentendosi trascinata e sollevata nei vorticosi giri da una mano che la preme presso a un petto, da cui ritira il seno palpitante, e che pur vorrobbo sentirsi pih stretto, dimentica di vivere; e col volto infuocato e cogli occhi smarriti viene ricondotta al posto, che pia d'una volta da sola saprebbe difficilmente trovare.

Lo splendore della luce e delle ricche vesti, i profumi e infinite altro ricercatezze del lusso adornano maraviglio- samente i piaceri del ballo senza cambiarne l'essenza.

Il ballo gustato in tutta la sua forza. I Nessuna nazione, almeno fra quelle che noi abbiamo famigliari, gode dei piaceri del bullo quanto la francese. Gli individui che hanno muscoli gracili e sottili non trovano alcun piacere nel fare sforzi che riescono faticosi.

Tutti questi piaceri sono prodotti dall' esercizio di un moto che sorge in noi e che si comunica al nostro corpo o ad altri oggetti. L'esercizio dell'equitazione ù accompagnato da mol- tissimi piaceri che variano entro confini molto vasti. Lo star fermo sulla staffa col corpo ben adagiato sulla sella ci dà il piacere elementare dei trovare!

Appena un cenno della nostra mano ha imposto il lento passo al destriero, il nostro corpo vien mosso e prova il piacere di un moto regolare o che non costa fatica. L' occhio scorre in am- ardents, provoqués par l'harmonie, cédent aux siens, se laisse aller au bonheur de jouir des plus Ijeaus moments de la vie. La mano che trasmette il comando sta pronta ai cenni dell'umano volere, mentre l'altra accarezza la fina pelle o scherza fra i crini del destriero.

Ma il troppo facile moto del passo stanca presto il cavaliere, il quale, rallentando le redini, comanda il trotto e in- comincia a sentirsi scosso nelle ime viscere dagli alterni salti del suo cavallo.

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La piacevole pressione del piede sulla staffa, sulla quale più volto il corpo intieramente si appoggia, e il moto concitato di tutta la persona rendono piacevolissimo il trotto, specialmente quando si cavalca all'inglese, nel qual caso le coscie, alzandosi continuamente, deludono la brusca riscossa. Il massimo. Al- lora siam portati a volo e quasi senza rimbalzo , come se navigassimo sopra larghe ondo noli' aria che offre una bastevole resistenza per produrre intorno al nostro corpo un vento che ci rinfresca e ci esalta.

Gli artifizi! Il piacere riesce maggiore quando noi siamo tirati nella direziono in cui siam soliti a muoverei, nel qual caso tutti gli elementi ricevono una scossa analoga alle usate. Il moto contra- rio per alcuni individui b molesto e induce nausea e mal di capo. I nostri antichi nei loro carri senza molle - 41 - e sulle loro strade ineguali e sassose non avranno cer- tamente provati i piaceri che gode un cittadino, il quale mollemente seduto sui cuscini elastici d'un cocchio scorra rapidamente sul liscio selciato della città.

Per molti in- dividui questo piacere è quasi indifferente, mentre per altri è voluttuoso e assai salutare. Le ore del giorno , le diverse stagioni e molte altre circostanze modificano questo piacere. I mozzi coi quali d'ordinario si viaggia sulle acque possono produrre varii piaceri del tatto, ma che per lo più sono molto languidi. Il viaggiare in un piroscafo o in una barca sopra una superficie d'acqua tranquilla produce sensazioni tattili appena sensibili; mentre se il vento fa ondulare il naviglio, gli alterni moti possono produrre sensazioni piacevoli simili a quelle cho si hanno nell'altalena.

L' esser trasportato nelle regioni dell'atmosfera nella navicella d'un areostato deve produrre sensazioni tat- tili che specialmente per la loro novità, possono essere molto piacevoli.

Le incerte ondulazioni , i rapidi voli e le varie impressioni del mobilissimo campo nel quale si trova immerso l'areonauta devono procurargli piaceri intensi e di varia natura. Molti giuochi devono la principale loro attrattiva ai piaceri del tatto. Quasi sempre la com- pagnia e l'emulazione formano la parto principalissima di queste gioie. Il fenomeno essenziale della copula , che sta nella polluzione, è prodotto dalla contrazione spasmodica delle vescichette spermatiche, la quale avviene nello stato del massimo estro venereo.

Nella copula i due sessi si comportano in un modo diverso, quanto all'attività colla quale vi partecipano. Ai piaceri sessuali non si riferiscono soltanto le sen- sazioni proprie agli organi genitali, o che si provano in altre parti del corpo nel contatto dei due sessi, ma an- - 48 - che tutte Quelle altre modificazioni del tatto che risve- gliano desiderii o pensieri erotici.

I piaceri che si hanno in que- sti casi non diventano sessuali, che quando ridestano immagini lascive, o traggono in simpatia gli organi della generazione. Ai piaceri venerei appartengono ancora indirettamente le gioje che si hanno da immagini lascive, dalla let- tura di alcuni libri, dal conversare sopra alcuni argo- menti, ed altre consimili, ma esse spettano alla storia del sentimento e dell'intelletto.

Si ponno avere piaceri venerei molti somiglianti ai naturali e senza alcun contatto dei sessi nelle pollu- zioni notturne , che per lo più tengono dietro a sogni lascivi. Più innanzi essa aggiunge agli organi essenziali altri di puro lusso di voluttà; adorna il feno- meno meccanico col dilicatissimo giuoco della galan- teria, che si osserva già abbozzato negli animali infe- riori in quelle lotte e in quegli scherzi che precedono la copula; finche, arrivando agli animali superiori, a tutte le risorse del senso aggiunge le prime tracce del sentimento che, associandosi a quelle, forma ad un tratto mille combinazioni deliziose.

Le gradazioni del piacere devono crescere di forma e di intensità mano mano vanno complicandosi gli organi copulatori c si vanno perfezionando i centri nervosi.

Le lunghissime congiun- zioni di alcuni insetti e la morto che colpisce i maschi quasi subito dopo la copula, farebbero sospettare elio questi animali inferiori fossero stati favoriti dalla na- tura di maggiori voluttà; ma l' imperfezione del contatto dei loro corpi o la semplicità del loro sistema nervoso rendono poco probabile quest'opinione.

La creatura prediletta della terra fji nei piaceri ses- suali beneficata a larga misura. La natura volle fare scialacquo de' suoi tesori, ornando di tutte le possibili seduzioni l' avvicinarsi dei sessi, quasi a compensare l'uomo della perdita di tanta forza, e la donna dei tanti dolori e dei tanti sacrificii che le sarebbero costati po- cbi momenti di voluttà.

Le ricchezze pia preziose del senso, del sentimento e dell'intelletto vengono profuse - 49 - desta che imperfettamente. Quando essa riposa affatto , la voluttà manca.

Se l' ejaculazione ha luogo senza piacere e senza, la precedenza di sogni lascivi, il fenomeno è veramente morboso, e, se succede spesso, bisogna ricorrere ai consigli d' un medico. Tutti questi piaceri dei quali ho parlato sono fisio- logici, cioè conformi alla natura e non diventano col- pevoli che quando vengono goduti a scapito delle fa- coltà più utili del sentimento o dell'intelletto. K I piaceri venerei goduti con saggia economia non fiac- cano che per pochi momenti l'uomo, e non esercitano che un' influenza molto minore sulla donna.

La debo- lezza che li siegue attacca l' apparato muscolare, il senso, il sentimento e l'intelletto. La vita intiera viene pure modificata dalla somma di molti atti volut- tuosi, e il sentimento ne risente la massima influenza. I piaceri del sesso hanno poi un'importanza molto diversa nella vita di ciascuno. La monotona e lurida stoffa della vita di molti non porta altre tracce che una serie più o meno inter- rotta di punti segnati dai labili deliri! Differenze dei piaceri sessuali secondo l'età, la costituzione, la condizione sociale, il sesso, il clima, il tempo, ed altre condizioni esterne.

I piaceri sessuali devono variare assai. La costituzione che noi portiamo nascondo, come in- tuisce su tutti gli atti della vita, cosi pure impronta d'un marchio speciale la natura dei piaceri venerei. Gli indi- vidui di temperamento nervoso, quelli dotati di pelle fina e bruna, di forme rotondette, di labbra grosse, con una laringe molto' prominente, godono quindi in gene- rale molto di più degli altri che si trovano in circo- stanze opposte.

La facoltà di generare non essendo concessa che alle età pia vigorose della vita, quando l'organismo sviluppa forze molto superiori :a quelle che basterebbero a con- servare l'individuo, ne riesce di conseguenza che i pia- ceri venerei debbano essere proprii dell'età feconda, e quindi pia vivi nel periodo della massima forza.

L'Af- frieano, di temperamento erotico, ha la pelle poco sen- sibile e l'intelletto ottuso, per cui gode con maggior violenza del solo piacere fondamentale della copula. Egli morrebbe affranto dall' eccesso della voluttà. Forse le stagioni esercitano sopra questi piaceri la stessa influenza dei climi. Cosi io credo clic la facoltà di generare sia una di quelle serbatesi più illese frammezzo alla trafila delle generazioni; per- chè, essendo segnata dalla natura corno la piti impor- tante fra quelle di ordine organico, ha limiti più definiti e mal si piega agli urti delle potenze esterne.

D'altronde l'esercizio d'una facoltà" la perfeziona, e l'individuo, reso in questa parte migliore, lascia eoli' eredità naturale alla generazione che gli suc- cede una potenza più dilicata o piti forte. Sebbene perù pochissima parte di civiltà si riceva in questo modo nascendo, pure attraverso il corso di lunghi secoli un'in- fluenza si deve far sentire anche nell'esercizio delle fa- coltà più fondamentali.

Nei diversi tempi poi i piaceri del sesso furono più squisiti quanto più furono colti- vati, crescendo sempre a scapito de' piaceri più sublimi e della dignità umana. La storia ce ne presenta moltissimi esompii, dei quali io non posso discorrere in particolare senza allontanarmi dal mio proposito. Tutte queste circostanze, delle quali ho parlato fino ad ora, valgono a modificare la massa complessiva dei piaceri venerei della vita di un individuo e di una in- tiera generazione; ma vi sono infiniti altri elementi che agiscono sopra ogni singolo piacere, e che tendono a variarlo di grado e di natura entro confini molto estesi.

I piaceri che seguono una velleità o un capriccio passaggero sono assai meno vivi di quelli - 59 - che soli approva la natura, e che sorgono in un corpo casto e robusto. Nelle circostanze sociali in cui vivono gli Europei, l' ora più propizia a questi piaceri è quella che segue il primo svegliarsi, al mattino. D'altronde, anche gli organi ge- nitali, per la posiziono nella quale dormiamo, si tro- vano in uno stato molto favorevole alle sensazioni di questi piaceri.

Piaceri sessuali patologici. Di qui ne vennero l'onanismo, la pederastia, la bestialità e altre sozzure senza numero; delle quali al- cune non si potrebbero esprimere che con parole greche o latine, ed altre non ebbero forse nome e non l'a- vranno mai in alcuna lingua.

Chi è casto abbastanza da non aver mai conosciuto questo genere di piaceri, non deve rifiu- tarsi a credere questo vizio quasi universale; ma inter- rogando i suoi amici, osservando e studiando, deve per- suadersi del vero, onde esercitare la benefica influenza dell' esempio e del consiglio su quelli che lo avvicinano.

Chi affermasse che questi piaceri non possono essere gu- stati che da persone d'ingegno ottuso e di sentimenti depravati, si ricordi che fra i pochissimi uomini grandi che ebbero il coraggio di scrivere la loro vita, due di essi si confessarono colpevoli di questa depravazione di gusto; Goethe e Rousseau.

Autobiografia di uno yogi

L'ammaestramento e l'esempio sono nell'età della fanciullezza e dell'adolescenza i mezzi piti frequenti coi quali questo vizio si diffonde come un contagio. Qualche rara volta alcune malattie, inducendo un'ir- ritazione grandissima e un prurito ai genitali, riescono causa di onanismo, e ad esso si riferiscono special- mente le affezioni erpetiche, i fiori bianchi nelle bambine, i calcoli orinarii, ecc.

Nei primi tempi di corruzione, quando il piacere lotta ancora col dovere, le cadute sono rare e succedute da lunghi ed amari pentimenti. Cosi si alternano le vittorie e le sconfitte, finché a poco a poco i rimorsi si fanno meno amari, e il giovano perdendo la stima di sè stesso, si rassegna a pagare il suo tributo alla umana debolezza, trascinando seco nel corso della vita una malattia morale che lo condanna ad una vecchiaja precoce. Fortunata- mente i casi di onanismo spinto agli estremi gradi od anche soltanto alla massima tolleranza dell'organismo sono rari , sebbene alcuni autori , che scrissero sopra questo argomento, abbiano da essi misurate lo conse- guenze di questo vizio, falsando in questo modo la ve- rità con grandissimo discapito dei colpevoli ; i quali , leggendo questi libri, trovarono di non avere alcun sin- tomo della terribil tabe dorsale ; e deridendo 1' autore che li aveva voluti spaventare collo spauracchio di mali tremendi, continuarono colla solita lena nelle loro pes- sime abitudini.

La verità si deve rispettare e adorare come una religione, e per amore di essa si deve ricono- scere che la più parto degli uomini dediti ai piaceri dell'onanismo non commettono mai tali eccessi da con- durli a malattie gravi o mortali.

O giovani, che leggerete queste mie pagine, mette- tevi una mano sul cuore, e ditemi se mai il rimorso di aver ceduto ad un bassissimo istinto non vi ha contur- bato alcune delle più belle ore della vostra vita. Voi siete nell' età in cui le facoltà del senso, del sentimento e dell'intelletto sono in tutta la loro potenza d'azione, e vi aprono orizzonti infiniti di gioie.

La vostra fan- tasia vi abbellisce gli oggetti che vi circondano e vi fa battere il cuore alla magnifica fantasmagoria dei so- gni dell'avvenire. Più d'una volta io lessi con do- loro il tristo mistero sulla faccia do' miei condiscepoli, e dichiarando bruscamente la mia fatale scoperta, li in- dussi a confidenze che non riuscirono semjft'o inutili.

Allora l'orgasmo abi- tuale in cui vengono tenuti gli organi genitali dalle la- scive immagini della mente fa ricadere nella colpa. Altre volte lo scoraggiamento e l'impotenza di eccitare altre sensazioni, per le quali si richiederebbe tutta l'energia della vita, trascinano al malaugurato piacere onde pro- vare una scossa e sentire di vivere. Una vita passata fra occupazioni languido, fra lunghe ore di sonno o di sonnolenza, fra momenti d' ira e di dispetto , e segnata qua e là dalle abituali sozzure, è miserabile e vile.

Voi — 65 - tutti che, incatenati dai pregiudizi vi siete chiusi nel- l'angusto sentiero d'una vita modellata dalle esterne circostanze che vi ballottano e vi urtano, voi che vivete senza esservi mai domandato perchè e a che vivete, voi che non siete che morte cifre nella forinola d' una ge- nerazione, continuate pure nelle vostre sozzure, dacché non potete intendere gioie più elevate o men basse. Ma tutti voi altri che avete infranto le catene del pregiu- dizio, e salendo sulle alture del pensiero scorreste li- bero lo sguardo sull'orizzonte che vi circonda per vedere dove nasceste; voi che intendete la sublime voluttà del pensare, e che indirizzate la vostra vita ad uno scopo, sia pure la religione, la scienza, la gloria o l'affetto; per quanto vi è sacra la vostra dignità d'uomo, non ce- dete ad un vizio che vi farebbe precipitare dall'alto dove vi siete posti, nel fango che vi sta ai piedi, e vi spezzerebbe fra le mani quelle armi, colle quali dovete combattere i formidabili nemici che ingombrano la via del vero, del bello e del buono.

Se ancora non conoscete i solitarii pftberi , non Ir studiate neppure a ludibrio di curiosità o di esperimento , perchè la prova sarebbe peri- colosa. Se fatalmente li imparaste a conoscere in un' età nella quale l' intelletto era ancora bambino, combattete il vostro nemico, eoli' arme più terribile concessa all' uomo, colla suprema facoltà della sua mente che lo unifica e lo sublima, col volere.

Se la natura non vi ba concesso che un fiacco volere, as- sociatevi degli alleati, confidato il vostro segreto ad un Digitizcd by Google. I piaceri dell' onanismo sono più infensi al senso ed al- l' intelletto di quelli della copula, sebbene sieno per la loro natura tanto affini. La ragione prima che corre alla mente per ispiegare questo fatto è che la natura -volesse punire il colpevole che l'ingannava, deludendo uno dei fini più importanti ; ma questa e una petizione di principio , e che si rifiuta da chi sappia ragionare.

Altri pensano che il pentimento e la vergogna, che ten- gono dietro ai solitarii piaceri, inducano un perturba- mento generale che non si ha nella copula. La fa- cilita di ripetere gli atti lascivi nell' onanismo non vaia a spiegare gli effetti di un' unica polluzione manuale , messi a confronto con quelli di una' polluzione naturale.

L' ipotesi dello sviluppo di elettricità nel contatto dei due sessi è puramente gratuita, sebbono non si possa rigettare intieramente. Questa mia ipotesi sarebbe giusti- ficata in parto anche dall'osservazione, la quale dirne—, stra che una polluzione per onanismo riesco meno dan- nosa quanto più veemente fu il desiderio che spinse alla colpa, e che il coito fiacca tanto meno, quanto più Sospirato è l' amplesso.

Non è improbabile ancora , che in quel terribile conflitto di voluttà fra i due sessi, si scatenino correnti vifali che passano da un corpo al- l'altro, e che, equilibrandosi, si compensino a vicenda.

Dei piaceri del gusto in generale.

Se il severo pensatore non adora che le idee e 'di- spreiza i triviali piaceri del gusto; se la donna vapo- rosa e sentimentale vorrebbe attuare il sublime sogno di Byron non vivendo che di affetti; il vero filosofo che ha messo una mano intrepida e calma sulla materia viva e ne sente i palpiti, vede nel groggó umano una turba di animali intelligenti cho intendono la mente a mangiare e a bere con intenzione e scienza, e si sente spesso ripetere all'orecchio che le ore passate ai lieti conviti e alle laute ceue sono fra le più belle della vita.

Nè questa verità lo sgomenta, o lo fa arrossire d'es- ser nato uomo. La provvida natura che ci imponeva di vivere con imperioso comando, metteva in noi un prepotente bisogno di nutrirci, e assegnava alla soddi- sfazione di esso una larga sorgente di gioie.

Gli animali più sem- plici, nei inali pare che la nutrizione avvenga per sola endosmosi, devono provare il piacere del gusto in tutti i punti del loro corpo, se pure la materia che li costi- tuisce e sensibile , sia dessa fornita di sottilissimi fila- menti nervosi che noi non vediamo, oppure sia compe- netrata in modo omogeneo da un elemento organico che sente.

In ogni modo questa sensazione piacevole deve confondersi con infinite altre, che nascono dalla soddisfazione di altri bisogni, costituendo il senso com- plesso della vita. Se questi es- seri sentono , il piaeero del gusto devo essere provato da tutti i punti del corpo che alternativamente vengono.

Salendo più in alto, si trovano animali che hanno una cavità permanente destinata a ricevere il cibo; per cui la sensazione gustatoria ve- nendo a localizzarsi , deve essere più intensa. Diffatti , negli animali inferiori forniti di un Digitizcd by Google sistema nervoso molto semplice, uno stesso nervo deve I dare una sensazione tattile pura, se viene commosso da 1 un corpo qualunque indifferente; una sensazione tattile 1 genitale, se viene solleticato dagli organi destinati alla " generazione; infine deve fornire sensazioni gustatone, se il corpo con cui viene in contatto è nutritivo.

Lo stesso si potrebbe forse dire degli altri sensi. Le sensazioni gustatorio degli animali superiori variano 'di grado e di natura sia per la diversa orga- nizzazione dei nervi sensorii e del centro cerebrale, sia per la diversa maniera colla qualo i cibi vengono in contatto colle papille sensibili del cavo orale.

Le condizioni che si verificano in qualunque piacere del gusto sono una sensazione tat- tile, ed una sensazione specifica o gustatoria. Il fenomeno primi- tivo ed essenziale della soddisfazione della fame non è necessario per l' uomo alla produzione del piacere , quantunque associandosi agli altri clementi di voluttà, Tenda più deliziosa e più completa la sensazione.

Le leggi generali che regolano gli altri piaceri influi- scono nello stesso modo su quelli del gusto.

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Più forte è il bisogno del cibo e della bevanda, più dilicato l'ap- parato nervoso, più intensa e l'attenzione che si presta, c maggiore riesce anche il piacere. Due individui posti nelle medesime condizioni di appetito, di sensibilità e di attenzione provano un piacere molto diverso, perche l'uno mangia pan bigio e l'altro assapora una deliziosa focaccia.

Lo stomaco del ricco e quello del povero ricevono colla stessa indifferenza gli artifiziosi manicaretti e i più sem- plici cibi, purché vi trovino i materiali atti a ristaurare i danni del tempo e della vita ; ma il primo mastica len- tamente e assapora con voluttà i succhi preparati nel suo laboratorio gastronomico, mentre l' altro ingolla a pre- cipizio la sua scipita minestra. Alcuni sono affatto specialisti, e si trovano chiuse non poche sorgenti di piaceri, aborrendo da infiniti cibi che formano la deli- — 73 — zia di altri.

Se i gusti dei genitori coincidono nelle loro preferenze , i figli avranno probabilmente riprodotto lo stesse specialità di gusto; mentre se si contraddicono, i gusti dei figli possono tener solo del padre o della madre, o possono combinarsi in modi diversi. In me, per esempio, questo fatto si verifica completamente. La donna, quan- tunque sia più sensibile del maschio, pure è troppo poco egoista per analizzare e prediligere questi piaceri sen- suali.

D'altronde la delicatezza de' suoi organi digerenti o lo tante specialità de' suoi gusti bizzarri le preclu- dono il più delle volte i piaceri i più intensi.

Non mancano le eccezioni a questo riguardo, ma esse non valgono a distruggere la regola generalo. Chi volesse fare altrimenti, lavorerebbe con uno scalpello nella neb- bia, o misurerebbe col braccio i confini del cielo. Lo sensazioni del gusto tanto dilicato. Nei primi mesi dell'infanzia i piaceri del gusto devono essere tenuissimi, dacché unico è l'alimento e debole l' attenzione. Nella fanciullezza i pia- ceri del gusto sono molto intensi e svariati, sia per la novità delle sensazioni, sia per il difetto di molte altre gioie , sia infine per l' appetito fortunatissimo di quei tempi beati.

D'altronde le tempeste di quei tempi burrascosi, e la forza , con- citata che agita e muovo ogni cosa, rendono disadatto 1' uomo a godere delle calme meditazioni della tavola. Ma anche il sole della giovinezza s' oscura e tramonta, e l'astro minore del gusto ritorna a mandare una luce tremola ma soave, che fa palpitare di speranza l'uomo adulto disposto a far economia di denaro e di tempo.

È allora ebe l'uomo segna come punto culminante della giornata l'ora del pranzo-, è allora che, soprainten- dendo egli stesso alle manipolazioni culinarie, supplisca- celi' arte al difetto dell'appetito perduto. S'egli nella fanciullezza fu ghiotto per istinto, allora lo diventa per scienza; e nessuno meglio di lui fa scorrere mollemente la lingua nella bocca a raccogliere le ultime tracce di una deliziosa sensazione che sfugge.

I popoli nordici d'Europa, associando le raffinatezze del- l'arte all'appetito il più insaziabile, godono più d'ogni altra nazione dei piaceri del gusto;. In generale il bisogno del cibo e i piaceri del gusto sono forse modificati dalla razza più che dal clima. Nell'America Meridionale gli abitanti di Rio Janeiro sono molto più ghiotti di quelli di Buenos-Aires e di Montevideo, quantunque questi ultimi vivano in un paese molto men caldo di quelli.

Inutile è il dire come il povero goda meno del ricco. Più d'una volta, abusando di questi piaceri, riesce ad invidiare dalla sua carrozza l'operaio, che, riscaldandosi di mezzo giorno alla stufa delia natura, appoggiato ad una colonna, divora con sovrana compiacenza il suo pane asciutto di grano turco. Dopo aver fatta una rapida corsa sulle differenze dei piaceri del gusto, si potrebbe dire che essi verrebbero goduti nella massima intensità da un convalescente, che potesse impunemente abbandonarsi alle gioie di una ta- vola sontuosamente imbandita coi cibi più squisiti di tutta la terra.

Il Piano Infinito

I piaceri del gusto esigono pochissimo dispendio di forza nervosa, e la mente non vi partecipa che con una mediocre attenzione. Il cervello dei ghiottoni riposa as- sai; e se la natura inesorabile non sdruscisse il loro ventricolo, o non ostruisse le vie por le quali scorre un sangue troppo pieno di chilo, questi beati mangiatori non morrebbero mai. Miti Popolari Dirette. Luigi Riva Ultimo commento: "chiedo scusa ma devo correggere un errore che ho fatto per distrazione in un mio precedente intervento di due giorni fa: la partita col Benfica credo Aldo Firicano Ultimo commento: " Mario Ielpo Ultimo commento: "Confermo il fattaccio,".

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