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RODIGINI SCARICARE


    Contents
  1. Festa de L'Unità CHIANACCE
  2. Ruota idraulica
  3. IX GIORNATE RODIGINE DI COLOPROCTOLOGIA
  4. friv-4.info: I Rodigini: CD e Vinili

Two Music Edizioni musicali: scarica gratuitamente le basi musicali per le tue serate, compila il tuo Nuovi bellissimi brani dell' orchestra " I RODIGINI"!!. Two Music Edizioni musicali: scarica gratuitamente le basi musicali per le tue serate Nuovo CD dei Rodigini dedicato alla musica da ballo tradizionale. Raccolta, Vol. 5 | Rodigini disponibile in streaming hi-fi, o in download in Vera Qualità CD su friv-4.info Chitarrista e arrangiatore dei famosi brani corali dei Rodigini da 25 anni. Colore preferito: rosso; Artista preferito: i gruppi musicali degli anni '70 e '80, come ad. sito le ultime novità, gli appuntamenti, i brani da scaricare e molto altro ancora! Rodigini. 03 - Maledetta Gelosia Rossella Ferrai e i Casanova. 04 - La porta.

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Novità e grandi classici. Idee, incontri, eventi. Dal libri e musica. Per tutti. Dall'incontro con l'autore alla musica live.

E invece, quelle che riporta il Corriere della Sera, sono parole pronunciate nel giugno nientemeno che del capo della polizia Antonio Manganelli, al telefono col prefetto Nicola Izzo, ex vicario della polizia.

E' successo anche ad altri più importanti e autorevoli magistrati, a cominciare da Giovanni Falcone. Tra loro esiste una distanza misurabile in milioni di anni luce.

È il commento del procuratore aggiunto di Milano, Ilda Boccassini, ai microfoni del TgLa7 condotto da Enrico Mentana contro l'ex procuratore aggiunto di Palermo Antonio Ingroia, ora leader di Rivoluzione civile. Io non mi sono mai paragonato a Falcone, ci mancherebbe. La prossima volta pensi e conti fino a tre prima di aprire bocca. Quanto ai suoi personali giudizi su di me, non mi interessano e alle sue piccinerie siamo abituati da anni.

Mi basta sapere cosa pensava di me Paolo Borsellino e cosa pensava di lei. Un'ammissione in piena regola fatta negli studi di La7 dall'ex procuratore aggiunto di Palermo Antonio Ingroia.

Che sostanzialmente ha ammesso l'esistenza per non dire l'appartenenza di toghe politicizzate. Dunque, la regola aurea è sempre quella. I pm dopo aver bacchettato la società tutta, ora si bacchettano fra di loro, rievocano pagine più o meno oscure, si contraddicono con metodo, si azzannano con ferocia. Uno spettacolo avvilente. Nel suo intervento al congresso di Magistratura democratica del 2 febbraio il procuratore di Milano Edmondo Bruti Liberati ha alluso criticamente, pur senza citarla direttamente, alla procura di Trani, l'ultima ad aprire, tra le tante inchieste aperte, un'indagine su Mps.

A censurare il fenomeno il procuratore di Milano Edmondo Bruti Liberati nel suo intervento al congresso di Md. Il procuratore di Milano ha puntato l'indice contro il "populismo" e la "demagogia" di certi magistrati, che peraltro - ha osservato - "non sanno resistere al fascino" dell'esposizione mediatica. Di tutto quanto lungamente ed analiticamente detto bisogna tenerne conto nel momento in cui si deve dare un giudizio su indagini, processi e condanne.

La Repubblica delle manette e degli orrori giudiziari. Augusto Minzolini, già direttore del Tg1, è stato assolto ieri dall'accusa di avere usato in modo improprio la carta di credito aziendale. Tutto bene? Per niente, risponde scrive Alessandro Sallusti. Perché quell'accusa di avere mangiato e viaggiato a sbafo lo zelante Pm aveva chiesto due anni di carcere gli è costata il posto di direttore oltre che un anno e mezzo di linciaggio mediatico da parte di colleghi che, pur essendo molto esperti di rimborsi spese furbetti, avevano emesso una condanna definitiva dando per buono il teorema del Pm suggerito da Antonio Di Pietro, guarda caso.

Minzolini avrà modo di rifarsi in sede civile, ma non tutti i danni sono risarcibili in euro, quando si toccano la dignità e la credibilità di un uomo. Fa rabbia che non il Pm, non la Rai, non i colleghi infangatori e infamatori sentano il bisogno di chiedere scusa.

È disarmante che questo popolo di giustizialisti non debba pagare per i propri errori.

Che sono tanti e si annidano anche dentro l'ondata di manette fatte scattare nelle ultime ore: il finanziere Proto, l'imprenditore Cellino, il manager del Montepaschi Baldassarri. Storie diverse e tra i malcapitati c'è anche Angelo Rizzoli, l'erede del fondatore del gruppo editoriale, anziano e molto malato anche per avere subito un calvario giudiziario che gli ha bruciato un terzo dell'esistenza: 27 anni per vedersi riconosciuta l'innocenza da accuse su vicende finanziarie degli anni Ottanta.

L'uso spregiudicato della giustizia distrugge le persone, ma anche il Paese.

Uno per tutti: il caso Finmeccanica, che pare creato apposta per oscurare la vicenda Montepaschi, molto scomoda alla sinistra. Solo la magistratura italiana si permette di trattare come se fosse una tangente da furbetti del quartierino il corrispettivo di una mediazione per un affare internazionale da centinaia di milioni di euro.

Cosa dovrebbe fare la più importante azienda di alta tecnologia italiana 70mila dipendenti iper qualificati, i famosi cervelli in concorrenza con colossi mondiali, grandi quanto spregiudicati? E se fra due anni, come accaduto in piccolo a Minzolini, si scopre che non c'è stato reato, chi ripagherà i miliardi in commesse persi a favore di aziende francesi e tedesche?

Attenzione, che l'Italia delle manette non diventi l'Italia degli errori e orrori. Un tempo era giustizialista. Ora invece ha cambiato idea.

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Magari si avvicinano le elezioni e Beppe Grillo comincia ad avere paura anche lui. Magari per i suoi. Le toghe quando agiscono non guardano in faccia nessuno. Un duro attacco alla magistratura da parte del comico genovese, che afferma: "Questa magistratura fa paura. Io che sono un comico ho più di ottanta processi e Berlusconi da presidente del Consiglio ne ha 22 in meno, e poi va in televisione a lamentarsi". Il leader del Movimento Cinque Stelle solo qualche tempo fa chiedeva il carcere immediato per il crack Parmalat e anche oggi per lo scandalo di Mps.

Garantista part-time - Beppe ora si scopre garantista. Eppure per lui la presunzione di innocenza non è mai esistita. Dai suoi palchi ha sempre emesso condanne prima che finissero le istruttorie. Anche se in passato, il leader Cinque Stelle non ha mai perso l'occasione per criticare Berlusconi e le sue idee su una riforma della magistratura.

E sul record di processi Berlusconi, ospite di Sky Tg24 , ha precisato: "Grillo non è informato. Io ho un record assoluto di udienze. I procedimenti contro di me più di cento, credo nessuno possa battere un record del genere".

Molti di loro vorrebbero i barboni in Parlamento. Dimenticandoci che ci sono altri boiardi di Stato: i militari, i dirigenti pubblici e, soprattutto, i magistrati.

Mai nessuno che si chieda: che fine fanno i nostri soldi, estorti con balzelli di ogni tipo. Se è vero, come è vero, che ci chiudono gli ospedali, ci chiudono i tribunali, non ci sono vie di comunicazione strade e ferrovie , la pensione non è garantita e il lavoro manca.

Non è un Potere, ma la sinistra lo fa passare per tale, ma la Magistratura, come ordine costituzionale detiene un potere smisurato. Potere ingiustificato, tenuto conto che la sovranità è del popolo che la esercita nei modi stabiliti dalle norme. Le storture del sistema dovrebbero essere sanate dallo stesso sistema. Non è prevista la ricusazione del Pubblico Ministero che palesa il suo pregiudizio. La rimessione per legittimo sospetto, poi, è un istituto mai applicato.

E questo ancora nella fase embrionale delle indagini Preliminari. Quei magistrati contro tutti, compreso il governo centrale, regionale e locale, sostenuti solo dagli ambientalisti di maniera. Pubblichiamo ampi stralci dell'intervista di Affaritaliani.

Livadiotti, giornalista del settimanale l'Espresso e autore di Magistrati L'ultracasta , sta aggiornando il suo libro sulla base dei dati del rapporto del Cepej Commissione europea per l'efficienza della giustizia del Consiglio d'Europa. Livadiotti è anche l'autore di un libro sugli sprechi dei sindacati, dal titolo L'altra casta. La giustizia italiana non funziona, al netto delle polemiche politiche sui processi Berlusconi.

Il rapporto del Cepej Commissione europea per l'efficienza della giustizia del Consiglio d'Europa inchioda il nostro sistema alla sua clamorosa inefficienza: giorni per un processo civile in primo grado, contro i della Spagna, i della Francia e i della Germania. Milioni di procedimenti pendenti. E magistrati che fanno carriera senza alcuna selezione meritocratica.

E senza alcun effettivo rischio di punizione nel caso in cui commettano errori o illeciti. Dunque niente meritocrazia, niente efficienza in tribunale? E dello stipendio. E come si spiega? Io stesso quando ho studiato i meccanismi sulle prime non ci credevo. Fanno carriera automaticamente, solo sulla base dell'anzianità di servizio. E di esami che di fatto sono una barzelletta. Tutto questo indipendentemente dagli incarichi? E questa carriera automatica si riflette, ovviamente, sulla spesa per le retribuzioni.

Quasi sempre i magistrati addebitano ritardi e inefficienze al basso budget statale per la giustizia. Ma almeno rischiano sanzioni disciplinari? Il magistrato è soggetto solo alla disciplina domestica, ma sarebbe meglio dire addomesticata, del Csm.

E cane non mangia cane. Quali dati? Ebbene, tra il e il - un dato che fa impressione - sugli 8. Ma poi ci saranno state delle sanzioni, o no? Ma c'è anche una legge sulla responsabilità civile, che permette a chi subisca un errore giudiziario di essere risarcito!

E com'è andata, questa legge? Di queste ultime, 16 sono ancora pendenti e 18 sono state decise: lo Stato ha perso solo 4 volte. Cioè non si sa quanto lavorano e guadagnano? Sugli stipendi bisogna vedere caso per caso, perché ci sono molte variabili.

Chi frequenta assiduamente le aule dei tribunali, da spettatore o da attore, sa benissimo che sono luogo di spergiuro e di diffamazioni continue da parte dei magistrati e degli avvocati.

Certo è che sono atteggiamenti impuniti perché i protagonisti non possono punire se stessi. I manettari ed i forcaioli saranno convinti che questa sia un regola aurea per affermare la legalità. Poco comprensibile e giustificabile è invece la sorte destinata alle vittime, spesso trattate peggio dei delinquenti sotto processo. Tutti hanno sentito le parole di Ilda Boccassini: "Ruby è furba di quella furbizia orientale propria della sua origine". In queste serate - afferma il pm - si colloca anche il sogno di Kharima.

Fino a prova contraria Ruby, Karima El Mahroug, è parte offesa nel processo. La ciliegina sulla torta, alla requisitoria, è quella delle Ancora come esempio riferito ad un caso mediatico è quello riconducibile alla morte di Stefano Cucchi.

Stavolta a parlare non è il senatore del Pdl Carlo Giovanardi — anticipa Ilaria al Fatto —, ma il pubblico ministero Francesca Loy , durante la requisitoria finale. A firma di Ermanno Forte. Requisitoria da anni '50 nel dibattimento sull'omicidio del maestro: il pm difende gli imputati e se la prende con le 'bizzarrie' della vittima. Non c'è stato sequestro di persona perché la contenzione è un atto medico e quindi chi ha lasciato un uomo legato mani e piedi a un letto, per oltre 82 ore, ha semplicemente agito nell'esercizio di un diritto medico.

Al massimo ha ecceduto nella sua condotta, ma questo non basta a considerare sussistente il reato di sequestro. E' questa la considerazione centrale della requisitoria formulata da Renato Martuscelli al processo che vede imputati medici e infermieri del reparto di psichiatria dell'ospedale San Luca di Vallo della Lucania, per la morte di Francesco Mastrogiovanni.

Il pm ha dunque in gran parte sconfessato l'impianto accusatorio imbastito nella fase delle indagini e di richiesta di rinvio a giudizio da Francesco Rotondo, il magistrato che sin dall'inizio ha lavorato sul caso, disponendo l'immediato sequestro del video registrato dalle telecamere di sorveglianza del reparto psichiatrico, e che poi è stato trasferito.

Nella prima parte della requisitoria - durata un paio d'ore, davanti al presidente del tribunale Elisabetta Garzo —Martuscelli si è soffermato a lungo sui verbali di carabinieri e vigili urbani relativi alle ore precedenti al ricovero quelli dove si descrivono le reazioni di Mastrogiovanni alla cattura avvenuta sulla spiaggia di San Mauro Cilento e le presunte infrazioni al codice della strada commesse dal maestro , oltre a ripercorrere la storia sanitaria di Mastrogiovanni, già sottoposto in passato a due Tso, nel e nel Beati coloro che hanno fame e sete di giustizia perché saranno giustiziati.

Cassazione e Tar hanno stabilito che non ci sono stati abusi, dandomi ragione piena. Ho le piante secche? E loro: deve venire con noi.

Forza, tirate fuori le telecamere, dove sono le telecamere? Siete di Scherzi a parte. Sto male, non sono più lo stesso. A Buoncammino mi hanno messo in una cella minuscola, giusto lo spazio per un letto, il vetro della finestra era rotto, la notte faceva freddo.

Un detenuto mi ha regalato una giacca, un altro i pantaloni della tuta, alla fine ero coperto a strati con in testa una papalina. Mi hanno salvato il carattere e gli altri detenuti. Un ragazzo che sconta otto anni e mezzo perché non ha voluto fare il nome dello spacciatore che gli aveva consegnato la roba. Otto anni e mezzo, capisci?

Mi sento in colpa per loro, solo per loro. Ringrazio le guardie carcerarie, si sono dimostrate sensibili… Mi ha tradito la Sardegna delle istituzioni. Ma adesso voglio il perché, la verità.

Ma ho provato vergogna. Non ho fatto un cazzo di niente. Dopo la revoca dei domiciliari per un paio di giorni non ho avuto la forza di tornare a casa. Sono rimasto ad Assemini con gli avvocati, Altieri e Cocco — Cocco per me è un fratello. E le intercettazioni?

Da giorni mi raccontano di assessori che si dimettono, di magistrati che chiedono il trasferimento. Cosa penso oggi dei magistrati? Io sono dalla parte dei pm, lo sono sempre stato! Per esempio, rimanendo in ambito sportivo in tema di legalità, è da rimarcare come l a parola di un altoatesino vale di più di quella di un napoletano.

Almeno secondo Alex Schwazer, atleta nato in quel di Vipiteno il 26 dicembre , trovato positivo al test antidoping prima delle Olimpiadi di Londra Era il 28 giugno Due giorni dopo, un test a sorpresa della Wada, l'agenzia mondiale antidoping, avrebbe rivelato la sua positività all'assunzione dell'Epo. Due giorni dopo, il 30 giugno, l'atleta viene trovato positivo all'Epo. Ma l'insieme della contraddizioni a voler essere gentili non finisce qui.

Nella sua confessione pubblica dell'8 agosto , Schwazer ammise di aver assunto Epo a causa di un cedimento psicologico. Era un brutto periodo, e qualcosa bisognava pur fare. Ma le indagini dei Ros di Trento e dei Nas di Firenze contraddicono la versione dell'assunzione momentanea. Competizione, lo ricordiamo, dove l'atleta di Vipiteno, vinse l'oro alla marcia di 50 chilometri.

Infatti, questo si evince anche nel decreto di perquisizione della Procura di Bolzano. E dire che, oltretutto, è la parola di un carabiniere, qual è Alex Schwazer.

L'Italia è un Paese fondato sulla fregatura: ecco tutti i modi in cui gli italiani raggirano gli altri e sé stessi. Dai più alti livelli ai più infimi, dalle truffe moderne realizzate in Rete a quelle più antiche e consolidate. In Italia, fottere l'altro - una parola più tenue non renderebbe l'idea - è un vizio che è quasi un vanto, "lo ti fotto" è una legge: di più, un comandamento.

E fottuti siamo stati dagli albori della Repubblica. In realtà non si trattava affatto di un armistizio ma di una vera e propria resa senza condizioni da parte dell'Italia.

Poiché tale atto stabiliva la sua entrata in vigore dal momento del suo annuncio pubblico, esso è comunemente detto dell'" 8 settembre", data in cui, alle Eisenhower e, poco più di un'ora dopo, alle In quei frangenti vi fu grande confusione e i gerarchi erano in fuga. La grande ipocrisia vien da lontano. Ci si fa largo tra i morti, ogni pagina è una fossa e ci sono perfino preti che negano la benedizione ai condannati.

È un viaggio nella memoria negata, quella della guerra civile, altrimenti celebrata nella retorica della Resistenza.. Le storie inedite di sangue e violenza che completano e concludono "Il sangue dei vinti", uscito nel Si tenga conto che da queste realtà politiche uscite vincenti dalla guerra civile è nata l'alleanza catto-comunista, che ha dato vita alla Costituzione Italiana e quantunque essa sia l'architrave delle nostre leggi, ad oggi le norme più importanti, che regolano la vita degli italiani codice civile, codice penale, istituzione e funzionamento degli Ordini professionali, ecc.

Esecuzioni, torture, stupri. Le crudeltà dei partigiani. La Resistenza mirava alla dittatura comunista. Le atrocità in nome di Stalin non sono diverse dalle efferatezze fasciste. Anche se qualcuno ancora lo nega scrive Giampaolo Pansa. Altra storica menzogna è stata sbugiardata da "Mai più terroni. La fine della questione meridionale" di Pino Aprile. Come abbattere i pregiudizi che rendono il meridione diverso? Come mettere fine a una questione costruita ad arte sulla pelle di una parte d'Italia?

La risposta sta anche negli strumenti di comunicazione odierni, capaci di abbattere i confini, veri o fittizi, rompere l'isolamento, superare le carenze infrastrutturali. E se per non essere più "meridionali" bastasse un clic? Con la sua solita vis polemica, Pino Aprile ci apre un mondo per mostrare quanto questo sia vero, potente e dilagante.

Ma come, già? Terroni a chi? Tre libri sul pregiudizio antimeridionale. Come è nata e come si è sviluppata la diffidenza verso il Sud.

Tre libri ne ricostruiscono le origini e provano a ipotizzarne gli scenari. D'accordo, la frase è netta e controversa. Sulla questione meridionale, nell'ultimo secolo e mezzo, si sono sprecati fiumi di inchiostro, tonnellate di pagine, migliaia di convegni. In gran parte dedicati all'indagine sociologica, al pregiudizio politico o alla rivendicazione identitaria.

De Francesco è ordinario di Storia moderna all'Università degli studi di Milano, ma definire il suo ultimo lavoro essenzialmente storico è quantomeno limitativo.

Festa de L'Unità CHIANACCE

In poco meno di duecento pagine, l'autore traccia l'identikit di un pregiudizio, quello antimeridionale appunto, nei suoi aspetti sociali, storici e politici. Lo fa rincorrendo a una considerevole pubblicistica per niente autoreferenziale, che non si ostina nel solito recinto storiografico. Il risultato si avvicina a una controstoria dell'identità italiana e, al tempo stesso, a un'anamnesi dei vizi e dei tic dell'Italia Unita.

E' quello che accade nel "Libro napoletano dei morti" di Francesco Palmieri Mondadori. Per narrarla, si fa scudo della voce del poeta napoletano Ferdinando Russo ricostruendo con una certa perizia filologica e una sottile verve narrativa le luci e le smagliature di un'epopea in grado di condizionare la realtà dei giorni nostri.

Ha il respiro del pamphlet provocatorio e spiazzante invece l'ultimo libro di Pino Aprile, "Mai più terroni" Piemme , terzo volume di una trilogia di successo Terroni e Giù al Sud i titoli degli altri due volumi. Aprile si domanda se oggi abbia ancora senso dividere la realtà sulla base di un fantomatico pregiudizio etnico e geografico che ha la pretesa di tagliare Nord e Sud.

E si risponde che no, che in tempi di iperconnessioni reali e virtuali , quelli stereotipo è irrimediabilmente finito. Nelle nuove realtà virtuali, vecchie direzioni e punti cardinali non esistono più, relegati come sono a un armamentario che sa di vecchio e obsoleto.

Cominciamo a dire: da quale pulpito viene la predica. Vediamo in Inghilterra cosa succede. I sudditi inglesi snobbano gli italiani. Ci chiamano mafiosi, ma perché a loro celano la verità. Noi apprendiamo la notizia dal tg2 delle Il loro lavoro è dar la caccia ai criminali, ma alcuni ladri non sembrano temerle: le forze di polizia del Regno sono state oggetto di furti per centinaia di migliaia di sterline, addirittura con volanti, manette, cani ed uniformi tutte sparite sotto il naso degli agenti.

Dalla lista, emersa in seguito ad una richiesta secondo la legge sulla libertà d'informazione, emerge che la forza di polizia più colpita è stata quella di Manchester, dove il valore totale degli oggetti rubati arriva a quasi Qui i ladri sono riusciti a fuggire con una volante da E poi. Cosa sarebbe oggi la Germania se avesse sempre onorato con puntualità il proprio debito pubblico? Forse non a tutti è noto, ma il Paese della cancelliera Merkel è stato protagonista di uno dei più grandi, secondo alcuni il più grande, default del secolo scorso, nonostante non passi mese senza che Berlino stigmatizzi il comportamento vizioso di alcuni Stati in materia di conti pubblici.

E invece, anche la Germania, la grande e potente Germania, ha qualche peccatuccio che preferisce tenere nascosto. Anche se numerosi sono gli studi che ne danno conto, di seguito brevemente tratteggiati. Riapriamo i libri di storia e cerchiamo di capire la successione dei fatti. Come spesso accade in questi casi, i vincitori hanno presentato il conto alle nazioni sconfitte, in primis alla Germania stessa.

Un conto salato, soprattutto quello successivo alla Prima guerra mondiale, talmente tanto salato che John Maynard Keynes, nel suo Conseguenze economiche della pace, fu uno dei principali oppositori a tale decisione, sostenendo che la sua applicazione avrebbe minato in via permanente la capacità della Germania di avviare un percorso di rinascita post-bellica.

I marchi risparmiati furono destinati ad avviare la rinascita economica e il programma di riarmo. Si sa poi come è andata: scoppio della Seconda guerra mondiale e seconda sconfitta dei tedeschi. Il rappresenta il secondo default tedesco. Il lettore non sia indotto in inganno: secondo le agenzie di rating, anche le rinegoziazioni volontaristiche configurano una situazione di default, non solo il mancato rimborso del capitale e degli interessi la Grecia nel e l'Argentina nel insegnano in tal senso.

Il risultato ottenuto dai tedeschi dalla negoziazione fu davvero notevole:. Sempre secondo gli accordi del '53, il pagamento di una parte degli interessi arretrati fu subordinata alla condizione che la Germania si riunificasse, cosa che, come noto, avvenne nell'ottobre del Non solo: al verificarsi di tale condizione l'accordo del si sarebbe dovuto rinegoziare, quantomeno in parte.

Un terzo default, di fatto. Secondo Albrecht Frischl, uno storico dell'economia tedesco, in una intervista concessa a Spiegel, l'allora cancelliere Kohl si oppose alla rinegoziazione dell'accordo.

A eccezione delle compensazioni per il lavoro forzato e il pagamento degli interessi arretrati, nessun'altra riparazione è avvenuta da parte della Germania dopo il Una maggiore sobrietà da parte dei tedeschi nel commentare i problemi altrui sarebbe quanto meno consigliabile.

Tre default, secondo una contabilità allargata. Non male per un Paese che con una discreta periodicità continua a emettere giudizi moralistici sul comportamento degli altri governi.

Il complesso da primo della classe ottunde la memoria e induce a mettere in soffitta i propri periodi di difficoltà. Accidenti, da quale pulpito viene la predica. Non solo. Un altro luogo comune viene sfatato ed abbattuto. La Germania di Angela Merkel è il paese che ha l'economia sommersa più grande d'Europa in termini assoluti.

L'economia in nero teutonica vale miliardi di euro. Sono circa otto milioni i cittadini tedeschi che vivono lavorando in nero. Secondo gli esperti il dato è figlio dell'ostilità dei tedeschi ai metodi di pagamento elettronici. I crucchi preferiscono i contanti.

La grandezza dell'economia in nero della Germania è stata stimata e calcolata dal colosso delle carte di credito e dei circuiti di pagamento Visa in collaborazione con l'università di Linz.

In relazione al Pil tedesco il nero sarebbe al 13 per cento, pari a un sesto della ricchezza nazionale.

Ruota idraulica

Quindi in termini relativi il peso del sommerso è minore, ma per volume e in termini assoluti resta la più grande d'Europa. Chi lavora in nero in Germania di solito opera nel commercio e soprattutto nell'edilizia, poi c'è il commercio al dettaglio e infine la gastronomia. Il livello del nero in Germania comunque si è stabilizzato.

Il picco è arrivato dieci anni fa. Nel la Germania ha attraversato la peggiore stagnazione economica degli ultimi vent'anni e all'epoca il nero valeva miliardi. Ora con l'economia in ripresa che fa da locomotiva per l'Europa, il nero è fermo al 13 per cento del Pil. Tornando alla repubblica delle manette ci si chiede. Eppure nella mia vita non ho mai trovato sulla mia strada una toga degna di rispetto, mentre invece, per loro il rispetto si pretende.

A me basta ed avanza essere Antonio Giangrande, senza eguali per quello che scrive e dice. E cosa sono le bande di briganti se non piccoli regni? Anche un bambino comprende che il potere assoluto equivale a corruzione assoluta. Oggi nessuno parlerebbe o straparlerebbe di assolutismo. I tempi del Re Sole sembrano più lontani di Marte. Per dirla con lo storico Tacito d. E come si manifesta questa passione scandalosa? Detto in termini aggiornati: elevando il tasso di statalismo presente nella nostra società.

Engels ragionava in termini di classe, ma nelle sue parole riecheggiava una palese insofferenza verso il protagonismo dello Stato, che lui identificava con il ceto dirigente borghese, che massacrava la società. Una società libera e giusta è meno corrotta di una società in cui lo Stato comanda in ogni pertugio del suo territorio. Bisogna placarne gli appetiti. Uno Stato efficiente e trasparente si fonda su buone istituzioni, non su buone intenzioni.

Se le Istituzioni non cambiano si potranno varare le riforme più ambiziose, dalla giustizia al sistema elettorale; si potranno pure mandare in carcere o a casa tangentisti e chiacchierati, ma il risultato in termini di maggiore onestà del sistema sarà pari a zero.

Altri corrotti si faranno avanti. La controprova?

Oggi ci si scontra con una dura realtà. La magistratura di Milano? Un potere separatista. In troppi, in Italia, non hanno ancora capito che non esiste più niente del genere, se non, in misura fisiologica e moderata, a livello di Quirinale-Consulta-Csm. Ma per il resto procure e tribunali fanno quello che vogliono: basta un singolo magistrato e arrivederci. Prodigio delle toghe: per lo stesso reato salvano il Pd e non il Pdl.

Ma andiamo con ordine. Nel febbraio fervono i preparativi in vista delle elezioni. È sfida tra Roberto Formigoni e Filippo Penati. È il Comune a sollevare dubbi e il caso finisce in Procura. Lo fa appellandosi a una riforma legislativa e il giudice gli dà ragione. È successo che Bruni, tra i penalisti più stimati della città, ha scandagliato il testo unico delle leggi sulle elezioni.

Testo che in sostanza indica in tre anni il tempo massimo per procedere ed emettere la sentenza. Mentre nel caso di Rossi tutto è scattato per un intervento del Comune di Seriate.

IX GIORNATE RODIGINE DI COLOPROCTOLOGIA

Tutti per falso ideologico, come Rossi, e tutti per firme raccolte tra gennaio e febbraio del Non è detto che il destino del democratico Rossi coinciderà con quello degli imputati azzurri di Milano. Strano ma vero.

Detto questo parliamo del Legittimo Impedimento. Nel diritto processuale penale italiano, il legittimo impedimento è l'istituto che permette all'imputato, in alcuni casi, di giustificare la propria assenza in aula. In caso di assenza ingiustificata bisogna distinguere se si tratta della prima udienza o di una successiva. Se invece l'assenza riguarda una udienza successiva alla prima ed in quella l'imputato non è stato dichiarato contumace, questi è dichiarato semplicemente assente.

Tre ''tratti distintivi'' della magistratura, ha sottolineato il capo dello Stato, ricevendo al Quirinale i magistrati ordinari in tirocinio , che rappresentano ''un costume da acquisire interiormente, quasi al pari di una seconda natura''. Napolitano ha chiesto poi rispetto verso la Consulta : serve " leale collaborazione , oltre che di riconoscimento verso il giudice delle leggi, ossia la Corte Costituzionale, chiamata ad arbitrare anche il conflitto tra poteri dello Stato''.

Eppure la corte Costituzionale non si è smentita. Per quanto riguarda il Legittimo Impedimento attribuibile a Silvio Berlusconi, nelle funzioni di Presidente del Consiglio impegnato in una seduta dello stesso Consiglio dei Ministri, puntuale, atteso, aspettato, è piovuto il 19 giugno il "no" al legittimo impedimento.

Per le toghe l'ex premier doveva partecipare all'udienza e non al CDM. A deciderlo, nel conflitto di attribuzioni sollevato dalla Presidenza del Consiglio dei ministri in dissidio con i togati milanesi, è stata la Corte Costituzionale che ha ritenuto che l'assenza dall'udienza non sia stata supportata da alcuna giustificazione relativa alla convocazione di un Cdm fuori programma rispetto al calendario concordato in precedenza.

Siamo allibiti, amareggiati e profondamente preoccupati. La decisione - aggiungono - travolge ogni principio di leale collaborazione e sancisce la subalternità della politica all'ordine giudiziario". Al Cavaliere, si legge, "i deputati hanno confermato che non sarà certo una sentenza giudiziaria a decretare la sua espulsione dalla vita politica ed istituzionale del nostro Paese, e gli hanno manifestato tutta la loro vicinanza e il loro affetto". Primo: la sentenza è un'offesa al buon senso, tanto varrebbe dichiarare l'inesistenza del legittimo impedimento a prescindere, qualora ci sia di mezzo Silvio Berlusconi.

Terzo: la risposta di Berlusconi e del Pdl con lui è di netta separazione tra le proteste contro l'ingiustizia e leale sostegno al governo Letta. Quarto: non rinunceremo in nessun caso a far valere in ogni sede i diritti politici del popolo di centrodestra e del suo leader, a cui vanno da parte mia solidarietà e ammirazione.

Quinto: credo che tutta la politica, di destra, di sinistra e di centro, dovrebbe manifestare preoccupazione per una sentenza che di fatto, contraddicendo la Costituzione, subordina la politica all'arbitrio di qualsiasi Tribunale''. E' quanto afferma Renato Brunetta, presidente dei deputati del Pdl. Nessuna preoccupazione a sinistra. Non si aveva nessun dubbio chi fossero gli idolatri delle toghe.

A breve distanza dalla notizia che la Consulta ha negato il legittimo impedimento a Silvio Berlusconi nell'ambito del processo Mediaset, arriva anche la reazione di Rodolfo Sabelli, presidente dell'associazione nazionale magistrati, che ribadisce alle voci critiche che si sono sollevate dal Pdl la versione delle toghe. La Corte costituzionale ha detto no. Si legge nella sentenza: "Spettava all'autorità giudiziaria stabilire che non costituisce impedimento assoluto alla partecipazione all'udienza penale del 1 marzo l'impegno dell'imputato Presidente del Consiglio dei ministri" Silvio Berlusconi "di presiedere una riunione del Consiglio da lui stesso convocata per tale giorno", che invece "egli aveva in precedenza indicato come utile per la sua partecipazione all'udienza".

Ma è veramente imparziale la Corte costituzionale? La decisione della Consulta è arrivata con nove voti a favore e sei contrari. Quanto al Lodo Alfano , si sottolinea che il mutamento di indirizzo della Corte "oltre che una scelta politica si configura anche come violazione del principio di leale collaborazione tra gli organi costituzionali che ha avuto la conseguenza di sviare l'azione legislativa del Parlamento".

Berlusconi dice: " C'è un presidente della Repubblica di sinistra, Giorgio Napolitano, e c'è una Corte costituzionale con undici giudici di sinistra, che non è certamente un organo di garanzia, ma è un organo politico.

Il presidente è stato eletto da una maggioranza di sinistra, ed ha le radici totali della sua storia nella sinistra. Credo che anche l'ultimo atto di nomina di un magistrato della Corte dimostri da che parte sta". La Corte ha 15 membri, con mandato di durata 9 anni: 5 nominati dal Presidente della Repubblica, Ciampi e Napolitano di area centro-sinistra ; 5 nominati dal Parlamento maggioranza centro-sinistra ; 5 nominati dagli alti organi della magistratura che tra le sue correnti, quella più influente è di sinistra.

Dalla Lega Nord si scopre che 9 giudici su 15 sono campani. Ma cosa c'è di costituzionale - si chiedono Baggio e Zamboni - nel fatto che la maggior parte dei giudici della Consulta, che ha bocciato la contestata legge provenga da Napoli? Come mai c'è un solo rappresentante del Nord? E fu scandalo. Altro giudice contrarissimo al Lodo è Alessandro Criscuolo. Tanto comandano loro: le toghe! Magistrati, raddoppiati gli incarichi extragiudiziari. Sono passate da a Un record.

La doppia vita dei magistrati. Alle toghe di casa nostra non bastano mai i soldi che incassano con il loro lavoro da magistrato. Le toghe preferiscono la seconda attività. Negli ultimi sei mesi il totale degli incarichi autorizzati dal Csm alle toghe ha toccato quota , quasi il doppio dei concessi nei sei mesi precedenti. Insomma il doppio lavoro e la doppia busta paga servono per riempire le tasche.

La doppia attività è una tradizione dei nostri magistrati. E la tendenza è in crescita. Gli incarichi per le toghe arrivano dalle società, dagli enti di consulenza e università private, come quella della Confindustria. I dati sull'incremento degli incarichi extragiudiziari li fornisce il Csm.

Tra novembre e maggio gli incarichi sono raddoppiati. A dare l'ok alla doppia attività è proprio il Csm. Poi ci sono le consulenze legali per la Wolters Kluwer, multinazionale che si occupa di editoria e formazione professionale. Ma non finisce qua. Le paghe sono sostanziose. Ad esempio Giovanni Fanticini, racconta Lanotiziagiornale. Ma ha 11 incarichi extragiudiziali. Insomma un buon bottino. In Confindustria poi c'è l'incarico assegnato a Domenico Carcano , consigliere della Corte di cassazione, che per 45 ore di lezioni ed esami di diritto penale ha ricevuto 6 mila euro.

Il doppio incarico di certo non va molto d'accordo con l'imparzialità della magistratura. Se le società dove lavorano questi magistrati dovessero avere problemi giudiziari la magistratura e i giudici quanto sarebbero equidistanti nell'amministrare giustizia? L'anomalia degli incarichi extragiudiziari va eliminata. In linea c'è il comandante Gregorio Maria De Falco.

La chiamata è concitata e i toni si scaldano rapidamente. Ascolti Schettino. Ci sono persone intrappolate a bordo. Adesso lei va con la sua scialuppa sotto la prua della nave lato dritto.

C'è una biscaggina. Lei sale su quella biscaggina e va a bordo della nave. Va a bordo e mi riporta quante persone ci sono. Le è chiaro? Io sto registrando questa comunicazione comandante Schettino Metta la mano davanti al microfono e parli a voce più alta, chiaro?

I vari tipi sono evidentemente applicabili a differenti configurazioni di corsi d'acqua, in quanto la ruota di fianco e dal basso richiede un'altezza di caduta minima, e quindi è adatta ad essere immersa nel corso d'acqua; la ruota colpita al vertice richiede una maggiore caduta, e si adatta a piccoli torrenti, o altrimenti richiede opere più complesse. Si noti, come curiosità, che la ruota colpita al vertice è in pratica l'inverso della noria , e la ruota di fianco è tipicamente il motore usato per azionare la noria stessa.

In questo tipo di ruota, l 'acqua entra nella ruota da monte, ed agisce sulle palette per peso. Per poter sfruttare anche la forza di impatto, ossia l'energia cinetica della corrente, bisognerà progettare il profilo della paletta in maniera ottimale, e scegliere una velocità di rotazione opportuna [6].

Le palette sono solidali all'albero di trasmissione mediante opportuna struttura. Le ruote dal basso si differenziano da quelle dal fianco per tale motivo: in quelle dal fianco l'acqua entra circa a metà ruota, o nel terzo medio della ruota, in quelle dal basso, invece, l'acqua entra molto al di sotto dell'asse di rotazione, e sono quindi utilizzate in siti con salti molto più bassi. Le ruote dal fianco possono essere utilizzate fino a salti di circa 4 m, mentre al di sotto di 1.

La regolazione della potenza si ottiene variando la portata mediante chiuse poste nel canale a monte della ruota.

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Come accennato, nei modelli più recenti le pale hanno profilo curvilineo, per ridurre le perdite dovute alla resistenza dell'acqua all'uscita e all'entrata della pala stessa dall'immersione. Le efficienze rimangono ottimali per un ampio campo di portate.

In questo tipo vedi figura 2 vi sono delle camere che vengono riempite d'acqua nella parte superiore della ruota. L'acqua tende a cadere per azione della gravità.

L'acqua nei vani agisce per peso creando quindi una coppia che mette in rotazione la ruota. Tali efficienze sono costanti per un ampio range di portate e velocità di rotazione.

Queste ruote vengono utilizzate solitamente in zone montane, dove sono presenti torrenti con basse portate e salti di circa metri. Tuttavia, i siti in cui installare grandi impianti idroelettrici e dighe sono sostanzialmente esauriti in Europa.

Per mini idroelettrico si intendono tutti quegli impianti con potenze installate al di sotto dei kW, mentre per micro idroelettrico quegli impianti con potenze al di sotto dei kW, nei quali rientrano le ruote idrauliche. Il progetto Restor Hydro della European Small Hydropower Association stima che in Europa siano circa i siti adatti ad impianti di questo tipo, e più di in Italia.

Pranzo : ore Cena e serata danzante con Daniele Cordani — Terme di Angolo. Cena: ore 20 Serata danzante : ore Cena — Tavolo serata. Cena e serata danzante con Lara Agostini. Cena — tavolo serata. Cena e serata danzante con Omar Codazzi. Pranzo e pomeriggio danzante — Ospite Michele Rodella.

Pranzo — tavolo pomeriggio danzante. Cena e serata danzante con Marco e il clan. Cena — Serata danzante. Cena — Tavolo per serata. Pranzo di Natale — Terme di Angolo. Silvestro Caffè, vino bianco e rosso di Franciacorta, Spumante Valdobbiadene, Moscato naturale, acque minerali. Cena — Serata Danzante. Cena : ore 20 Serata danzante : ore 21,